Dove si trovano gli impianti rinnovabili in Toscana? Ecco l’Atlante per lo sviluppo sostenibile

Dove sono installati gli impianti fotovoltaici della Toscana? Quali aree ospitano l’eolico, la geotermia, l’idroelettrico o gli impianti a biomasse? Per rispondere a queste domande cittadini, imprese, amministrazioni e operatori possono ora consultare una mappa interattiva che restituisce la distribuzione geografica delle fonti rinnovabili sul territorio regionale.
Lo strumento è disponibile sul portale A.TOS., l’Atlante toscano per lo sviluppo sostenibile realizzato da Arrr, l’Agenzia regionale recupero risorse. La piattaforma consente di visualizzare gli impianti suddivisi per tecnologia – fotovoltaico, eolico, geotermico, idroelettrico, biomasse e altre fonti rinnovabili – offrendo una lettura per aree della loro presenza in Toscana. Si trova qui: https://atos.arrr.it/mappa_fer.php?mn=fer&mnin=mappafer.
La pubblicazione della mappa arriva mentre la Regione sta definendo nuovi strumenti per accelerare la transizione energetica. Nel corso di giugno la Giunta ha completato un pacchetto di provvedimenti che comprende la proposta di legge per l’individuazione delle aree idonee agli impianti rinnovabili, il mandato agli uffici per la pubblicazione del Prizat, il Piano regionale delle zone di accelerazione, e una seconda proposta di legge destinata a semplificare le procedure autorizzative per gli impianti previsti al di fuori delle aree idonee e delle future zone di accelerazione.
«Con questo importante strumento mettiamo finalmente nero su bianco e a disposizione di tutti la mappa completa degli impianti rinnovabili della Toscana. È un passaggio decisivo – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente, David Barontini – Offriamo a cittadini, imprese e amministrazioni un quadro chiaro, aggiornato e accessibile su dove siamo oggi con le rinnovabili. Perché siamo convinti che chiarezza e conoscenza siano la base per accelerare con responsabilità verso una transizione energetica sostenibile».
La nuova cartografia digitale non sostituisce le decisioni sulle localizzazioni future, ma offre una base conoscitiva condivisa per comprenderne il contesto: la diffusione delle diverse tecnologie, la loro distribuzione territoriale e il punto di partenza della Toscana nello sviluppo delle rinnovabili.
La strada da percorrere, però, è ancora lunghissima. In base ai dati Terna, a maggio ben 12 Regioni risultano in ritardo ai pur deboli obiettivi fissati dal Governo Meloni nel 2024 col decreto Aree idonee, ovvero +80.001 MW al 2030 rispetto al 2021: nell’ordine, si tratta di Sardegna, Calabria, Toscana, Basilicata, Puglia, Umbria, Molise, Marche, Abruzzo, Liguria, Valle d’Aosta, Sicilia. Per la Toscana si tratta di installare almeno 4,25 GW dal 2021 al 2030: a fronte dei circa 3 GW installati oggi in Regione, significa raddoppiare in soli 5 anni fino almeno a 6,6 GW di potenza rinnovabile complessiva alla fine del decennio.
«Vogliamo contribuire concretamente agli obiettivi europei di decarbonizzazione e al traguardo di almeno 4,25 GW aggiuntivi di rinnovabili entro il 2030», assicura nel merito Barontini. La scorsa settimana la Giunta toscana ha avanzato una nuova proposta di legge (pdl) che passa adesso all’esame del Consiglio regionale, per semplificare i procedimenti autorizzativi necessari all’installazione degli impianti per produrre energia da fonti rinnovabili al di fuori delle aree idonee e delle zone di accelerazione. Si tratta di un tema centrale per la transizione energetica, perché le aree idonee copriranno appena l’8,5% del territorio toscano: la relativa pdl è adesso all’esame del Consiglio per l’approvazione definitiva, mentre la Giunta ha dato mandato agli uffici competenti per la pubblicazione del Prizat (Piano regionale delle zone di accelerazione), dove gli iter autorizzativi dovrebbero essere ancora più spediti.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)