E-commerce in Italia: tante aziende vanno online, ma il mercato si restringe
In Italia, l’e-commerce continua ad attirare nuove imprese, ma il saldo tra ingressi e uscite racconta un mercato meno espansivo e più selettivo. Nel 2026 sono andate online 21.717 nuove aziende, tra cui quasi 12.000 società di capitale, mentre 23.211 realtà attive nel 2025 non risultano più presenti. Il comparto conta oggi 87.000 aziende italiane attive nel commercio digitale, con un calo del 4,4% su base annua.
I dati arrivano dall’Osservatorio sui siti e-commerce italiani realizzato da Netcomm, in collaborazione con Cribis. Le evidenze saranno presentate durante la XXI edizione di Netcomm Forum, evento dedicato all’e-commerce e al Digital Retail, in programma il 6 e 7 maggio 2026 presso l’Allianz MiCo di Milano. Il punto non è solo quante imprese vendono online, ma quali riescono a restarci.
Oltre il 90% delle aziende con un canale e-commerce è formato da micro e piccole imprese, ma le società di capitale, 47.000 realtà pari al 54% del totale, generano il 96,1% del fatturato complessivo. Il commercio digitale italiano resta quindi molto diffuso nei numeri, mentre il valore economico si concentra soprattutto sugli operatori più strutturati.
UN MERCATO SELETTIVO
Secondo Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, l’e-commerce italiano è entrato in una fase di "maturità selettiva", nella quale non conta più soltanto il numero di operatori online, ma la sostenibilità dei modelli di business. Il saldo negativo e la contrazione rispetto al 2025 indicano, nella lettura di Liscia, un mercato che richiede competenze, efficienza operativa e capacità di investimento maggiori rispetto al passato.
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