È morto Alfredo Mantica, pilastro della destra italiana. La Russa: perdo un grande amico

17 Settembre 2026 - 18:55
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È morto Alfredo Mantica, pilastro della destra italiana. La Russa: perdo un grande amico

È morto Alfredo Mantica, pilastro della destra italiana. La Russa: perdo un grande amico

È morto Alfredo Mantica, personaggio di spicco della destra milanese e italiana del dopoguerra. Nato a Rimini 17 luglio 1943 si è spento all’età di 83 anni a Gardone Rivera dove si era ritirato negli ultimi tempi. Missino della prima ora, senatore per quattro legislature, prima del Msi (nel 1987) e poi di Alleanza nazionale (nel 1996, 2001, 2006), è stato per due volte sottosegretario agli Esteri con il governo Berlusconi.

È morto Alfredo Mantica, figura chiave della destra italiana

Laureato in economia e commercio, dirigente d’azienda, iscritto al Msi dal 1959, Mantica, una lunga militanza alle spalle, è stato consigliere comunale a Milano per 15 anni. (dal 1975 al 1990). Raffinato esponente della corrente di Pino Romualdi,  gentiluomo, colto, ironico, mai saccente. Refrattario all’avventurismo e all’improvvisazione. Grande esperto di relazioni internazionali e di politica estera, è stato un esempio politico e di vita  per la comunità della destra milanese e non solo, che oggi lo ricorda con affetto e gratitudine. Sapeva di economia, di storia, di geopolitica. E, da uomo di partito, riusciva in un attimo a passare dagli scenari di guerra alle prosaiche vicende territoriali, dai congressi alle elezioni.

La Russa: “Perdo un amico con cui ho condiviso un lungo percorso”

Tra i primi a commentare la morte di “un amico con il quale ho condiviso un lungo percorso umano e politico” il presidente del Senato Ignazio La Russa. “Alfredo è stato un uomo delle istituzioni, protagonista di una lunga stagione della vita politica italiana, che ha servito con passione e competenza, prima in Parlamento e poi anche come sottosegretario agli Affari esteri. La sua esperienza, la sua conoscenza della politica internazionale e il suo impegno per l’Italia hanno rappresentato un patrimonio importante”. La Russa traccia un quadro a tutto tondo  dell’uomo. “Ricordo Alfredo per la sua intelligenza, la sua curiosità, la sua schiettezza e per quella capacità, non comune, di affrontare anche i momenti più difficili con lucidità e determinazione. È una perdita che sento profondamente e che lascia un vuoto difficile da colmare”.

Rampelli: “La sua è una lezione politica e umana memorabile”

Anche Fabio Rampelli ricorda la figura del senatore e sottosegretario agli Esteri, la cui scomparsa –  scrive – “ci riempie di sconforto. Persona di grandissima cultura e visione geopolitica, ha sempre servito la Nazione con grande senso istituzionale. La lezione politica e umana di Alfredo Mantica è stata memorabile. Un esempio di rettitudine e saggezza, un invito costante all’azione e alla riflessione. Alla sua comunità politica di Milano, alla sua famiglia, agli amici che ora lo piangono va il mio abbraccio”.

La comunità milanese sui social: “Ci mancherai Alfredo!!”

Tanti i ricordi degli ex ragazzi di via Mancini, sede della storica  federazione del Msi a Milano. Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione, scrive su Facebok: “Ci mancherai Alfredo !! Lo ricordo soprattutto quando via Mancini era la nostra casa e noi ragazzi stavamo ad ascoltarlo affascinati dalla sua viva intelligenza, i tempi di Quarto Tempo, associazione culturale che lui presiedeva e dove ci coinvolgeva. Per noi ragazzi un po’ ribelli e rivoluzionari era comunque un punto di riferimento perché dietro a quell’atteggiamento un po’ serioso c’era una grande passione, tanto coraggio e tanta coerenza”.

Il ricordo di Aldo Di Lello: oggi è un giorno triste

Il nostro collega Aldo Di Lello (“più volte la mia strada si è incrociata la sua”) ne ricorda la statura e la vena anti-nostalgica. “Era contrario agli atteggiamenti antimoderni. Era convinto che la destra si dovesse confrontare senza pregiudizi ideologici con le sfide della modernizzazione. Non era uno di quelli di prima fila, ma la sua presenza dentro il partito si sentiva, eccome se si sentiva”. Tra gli episodi citati uno che risale alla primavera-estate del 1994  quando Mantica era amministratore del “Secolo d’Italia” e Di Lello membro del cdr. “Dopo una furiosa assemblea di redazione, decidemmo di diffondere alle agenzie stampa un comunicato nel quale prospettavamo l’eventualità di uno sciopero. Il comunicato andò in circuito mentre la Nazionale italiana stava giocando una partita dei Mondiali negli Usa di quell’anno. Decidemmo – racconta Di Lello – di telefonare a Mantica durante l’intervallo. La telefonata comincia con un piccolo, divertente equivoco. «Buona sera Alfredo, qui le cose non vanno bene». «E sì -rispose lui – non riusciamo a segnare». «No, guarda, non ci riferiamo alla partita. Hai visto le agenzie?». Dopo pochi minuti Alfredo torna all’apparecchio, ma tace per diversi, terminabili secondi. Intuiamo il suo sforzo per reprimere la raffica di improperi che vorrebbe rovesciarci contro. «Ci aggiorniamo a domani», ci dice con voce gelida. E riattacca”. Ovviamente lo sciopero non ci fu, il senatore comprese le ragioni e l’accordo si trovò.

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