È morto il cardinale Camillo Ruini, storico leader dell’episcopato italiano

17 Giugno 2026 - 09:06
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Si è spento il cardinale Camillo Ruini, vicario generale emerito di Sua Santità per la diocesi di Roma e arciprete emerito della basilica papale di San Giovanni in Laterano. Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, il 19 febbraio 1931, Ruini è stato una delle personalità più influenti della Chiesa cattolica italiana degli ultimi decenni.

A ricordarlo è stato il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi, che in una nota ha dichiarato: “Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana”.

Da tempo alle prese con problemi di salute, il porporato viveva in sedia a rotelle ma aveva conservato una notevole lucidità intellettuale. Negli ultimi mesi le sue condizioni si erano aggravate. Nel 2024 era stato ricoverato per un infarto al Policlinico Gemelli di Roma e, successivamente, aveva affrontato con successo ulteriori cure per un blocco renale.

Una figura centrale nella storia della Chiesa italiana

Camillo Ruini ha segnato profondamente il dibattito ecclesiale e culturale italiano tra gli anni Novanta e i primi Duemila. Presidente della Conferenza Episcopale Italiana dal 1991 al 2007, ha guidato l’episcopato nazionale durante una fase di profondi cambiamenti sociali e politici.

Sostenitore dei cosiddetti valori non negoziabili promossi da Giovanni Paolo II e successivamente da Benedetto XVI, si è distinto per la difesa della vita, per la ferma opposizione all’aborto e all’eutanasia e per il costante richiamo all’impegno dei cattolici nella vita pubblica.

Nel corso del suo mandato non sono mancate polemiche e critiche da parte di esponenti politici che lo accusavano di eccessiva ingerenza nelle questioni dello Stato. Nel 2007 promosse il primo Family Day, iniziativa che mobilitò una larga parte del mondo cattolico a sostegno della famiglia tradizionale.

Dalla formazione teologica alle ultime riflessioni sulla vita

Ordinato sacerdote l’8 dicembre 1954, Ruini aveva studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Dopo anni di insegnamento e incarichi pastorali nella diocesi di Reggio Emilia, nel 1983 fu nominato vescovo ausiliare da Giovanni Paolo II. Lo stesso Pontefice lo creò cardinale il 28 giugno 1991.

Anche dopo il ritiro dagli incarichi ufficiali, continuò a intervenire nel dibattito pubblico e religioso, mantenendo un ruolo autorevole all’interno della Chiesa cattolica. Negli ultimi anni aveva dedicato molte riflessioni al tema della morte e del bilancio della propria esistenza.

In una recente intervista al Corriere della Sera aveva confessato: “Più che paura – aveva affermato in una recente intervista a Il Corriere della Sera, – provo pentimento, non solo per i peccati commessi, ma per le tante cose che avrei potuto fare e non ho fatto. Ho dedicato troppo tempo a me e ai miei libri, anche se mi rincuora l’affetto di tante persone”. Con la sua scomparsa, la Chiesa italiana perde uno dei protagonisti più influenti e discussi della sua storia contemporanea.

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