EA pronta a una massiccia ristrutturazione (con licenziamenti) dopo l'addio alla Borsa?

05 Agosto 2026 - 21:25
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Come abbiamo visto negli scorsi giorni, finalmente Electronic Arts ha completato le operazioni di “delisting” dalla Borsa annunciate lo scorso autunno, togliendosi quindi dal mercato azionario. L’operazione, dal valore complessivo di circa 55 miliardi di dollari, è stata finanziata da un consorzio formato dal Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita, Silver Lake e Affinity Partners, che però ha dovuto fare ricorso anche a prestiti ingenti. In sostanza, EA ha “guadagnato”, si fa per dire, un debito di circa 18 miliardi di dollari.

Secondo l’arcinoto giornalista di Bloomberg Jason Schreier, i nuovi proprietari si sarebbero quindi già messi all’opera per varare un massiccio piano di riduzione dei costi, che punta a risparmiare fino a 700 milioni di dollari l’anno. Tra i punti dell’iniziativa ci sono 170 milioni di dollari di tagli classificati in un modo tale che è molto facile immaginare che si tradurranno in una massiccia campagna di licenziamenti. Dettagli più precisi per ora non ce ne sono, ma la fonte dice che potrebbero essere coinvolte più divisioni.

EA è uno degli editori di videogiochi più grossi al mondo e controlla direttamente un bel po’ di studi, tra cui quelli che portano avanti i titoli EA Sports (incluso naturalmente FC, ovvero l’ex FIFA), quelli dedicati a Battlefield, e nomi illustri e storici come BioWare e Maxis. Non si esclude nulla a priori, ma chiaramente bisognerà aspettare qualche dettaglio in più per capire portata e implicazioni.


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