Ecco il secondo punto stracciato dallo statuto Lega: previsto un presidente. La rivolta dei sindaci. Zaia pro diritti

27 Giugno 2026 - 06:37
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Punto 2 … Era previsto anche un presidente Lega, un garante, un padre nobile. Salvini straccia gli statuti e ora insegue anche i sindaci ribelli, i borgomastri da Giussano. Ecco un altro degli otto punti della proposta di modifica che Salvini ha cestinato, la carta che avrebbe favorito il traghettamento della Lega. Il Foglio ha il secondo capoverso: “Il consiglio direttivo elegge al proprio interno un proprio presidente”. E’ una nuova tessera della perestrojka che Salvini ha impedito. Il presidente è una figura individuata per ridistribuire i poteri e scardinare il meccanismo che rende impossibile un Consiglio straordinario. La crisi della Lega continua e Salvini torna alle purghette. A Pontida la scorsa notte è apparso uno striscione, sopra la famosa frase “Padroni a casa nostra”, che recita: “Almeno qui, avrai il coraggio di presentarti?”. Ogni giorno è Salvini e falò. 

Il primo punto è stato diffuso ma ora c’è anche il secondo. Nella carta cestinata da Salvini era prevista la figura di un presidente del Consiglio direttivo Lega, un ruolo immaginato chiaramente per i saggi (Calderoli, Attilio Fontana o Giorgetti), un ruolo che potrebbe perfino aiutare Salvini se non fosse impegnato a cacciare manager di Ferrovie: caccia gli altri per non farsi cacciare. Pensa ancora di farcela, come sempre, solo che adesso lo contestano anche i sindaci delle province di Brescia e Bergamo, il cuore Lega. E’ una protesta fisica, fatta di striscioni sui cavalcavia, alla vecchia maniera Lega (riprendetevi il Vento del Nord di Vimercati) ed è una ribellione che prosegue sui social. E’ nata in questi giorni una pagina Instagram: “Riscatto leghista”, ed è l’album dello scontento. Ci sono le foto degli striscioni che inneggiano a Zaia, gli appelli: “Notte delle scope”. Salvini le scruta e scruta anche le bacheche dei sindaci. Un borgomastro leghista, lombardo, Andrea Bolognini, le ha rilanciate sul suo profilo social. Salvini ha chiesto al segretario provinciale di Bergamo, Fabrizio Sala, di prendere provvedimenti. Sapete cosa ha fatto Bolognini, questo sindaco eroe, di Palazzago, provincia di Bergamo, che nel 2021 è stato votato con l’84 per cento dei voti? Ebbene, ha cancellato la foto ma l’ha rivendicata scrivendo: “Negare, nascondere, sottovalutare o ignorare un problema non lo risolve: lo peggiora, lo inasprisce, lo ingigantisce”, e l’ha corredata con “Verificato per censura”. E’ sempre la mal’aria che si respira quando si scrive di Lega. Federica Valenti, la giornalista di Agi, che se ne occupa da vent’anni, è stata spostata improvvisamente dal settore politico, e il modo ancora l’offende. Di foto , da ieri, ce n’è però un’altra, quella di Zaia. Ha festeggiato i suoi 700 mila follower con un’immagine manifesto: una moltitudine di ragazzi, con la maglia della nazionale italiana, e per testimoniare che la sua idea di Italia è diversa da Salvini c’è una ragazza con il velo. E’ il velo che mette Salvini alla verità. Siamo arrivati a due. Siamo a due capoversi su otto di questo nuovo statuto. Sono due mattoni della nuova Lega, mentre Salvini si rifugia dietro il muro.

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