Ecco perché le piattaforme social non vogliono tornare al feed cronologico
Sono in molti a sostenere che l’esperienza d’uso dei social network sia peggiorata drasticamente da quando si è abbandonato il feed in ordine cronologico - tanto che ci sono alcuni Paesi che vogliono costringere le piattaforme a re-implementarlo, come per esempio l’Australia. Indovinate un po’ chi non è d’accordo? Quelli che i social li possiedono, che domande! Nelle scorse ore Adam Mosseri, responsabile di Instagram, ha rilasciato una dichiarazione a riguardo che potrebbe addirittura sembrare un po’ una sorta di autogol.
Mosseri dice che il feed cronologico offre un’esperienza complessivamente peggiore rispetto a quella garantita dagli algoritmi attuali. Il dirigente sostiene che, in uno scenario puramente cronologico, i contenuti pubblicati con maggiore frequenza da aziende, brand, editori e creator professionisti finiscono per occupare gran parte dello spazio disponibile, rendendo ancora più difficile per gli utenti visualizzare i post degli amici e delle persone con cui interagiscono più spesso.
L’argomento non è necessariamente nuovo, anzi; in effetti è uno dei principali motivi che hanno spinto le piattaforme social ad abbandonare, negli anni, il modello cronologico puro. Gli algoritmi moderni selezionano infatti i contenuti in base a interessi, interazioni e comportamenti dell’utente, cercando di mostrare i post ritenuti più rilevanti indipendentemente dall’orario di pubblicazione. Vero è che una soluzione ci sarebbe, e pure molto semplice: fammi vedere solo i contenuti degli utenti che io ti chiedo. Ma chiaramente in quel modo finisce per crollare tutto il castello di carte...
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