Emergenza Dermatologia a Pordenone, ADOI lancia un piano in quattro mosse per salvare il reparto
Roma, 20 luglio 2026 – L’Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica (ADOI) torna a intervenire con fermezza sulla gravissima carenza di organico che sta portando al collasso la struttura complessa di Dermatologia dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone.
Dopo aver denunciato lo scorso giugno una situazione ormai insostenibile – che vede il reparto retto da un solo medico specialista a fronte di un organico previsto di cinque professionisti, a causa di due trasferimenti e due maternità – l’Associazione non si limita a registrare la crisi, ma propone alla Regione Friuli Venezia Giulia e ai vertici dell’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale (ASFO) un concreto piano d’azione per salvaguardare il diritto alla cura dei cittadini e la sicurezza degli operatori.
Le proposte in Consiglio Regionale: borsa di studio e mobilità d’urgenza
In queste ore, il dibattito sulla salvaguardia della Dermatologia pordenonese è approdato in Consiglio Regionale attraverso proposte emendative mirate alla legge di assestamento di bilancio. ADOI esprime forte condivisione per l’indirizzo di queste misure, considerate un punto di partenza fondamentale:
Intervento straordinario immediato: La richiesta alla Giunta regionale di attivare una redistribuzione temporanea e coordinata delle risorse specialistiche dermatologiche dalle altre aziende sanitarie regionali verso l’ASFO. Una misura indispensabile per garantire i turni, la continuità assistenziale ed evitare il blocco totale delle prestazioni durante il periodo estivo, quando l’unico medico rimasto dovrà usufruire delle ferie spettanti.
La borsa di specializzazione regionale “vincolata”: La proposta dell’istituzione di una borsa di studio finanziata dalla Regione, espressamente collegata alla sede di Pordenone e con il vincolo per il medico specializzando di prestare servizio presso l’ASFO una volta terminato il percorso di studi, così da superare la bassa attrattività delle sedi ospedaliere periferiche rispetto ai grandi poli universitari.
Per rendere queste misure davvero efficaci e durature, la Presidenza e il Consiglio Direttivo dell’ADOI avanzano quattro proposte concrete da attuare immediatamente in sinergia con le istituzioni regionali e accademiche:
1. Attivazione immediata della “Rete Formativa” con le Università
In attesa dei tempi medi di completamento delle borse di studio, ADOI chiede un accordo d’urgenza con le Scuole di Specializzazione regionali per inserire formalmente l’Ospedale di Pordenone all’interno della rete formativa attiva. Questo consentirebbe la rotazione obbligatoria degli specializzandi degli ultimi anni, garantendo un supporto clinico immediato sotto la supervisione dello specialista senior e avvicinando i giovani medici alle realtà ospedaliere del territorio.
2. Pacchetto di incentivi per le “Sedi a criticità d’organico”
Per contrastare la fuga dei professionisti verso il settore privato o le aree metropolitane, ADOI propone di qualificare la sede di Pordenone come “zona a criticità d’organico”, prevedendo incentivi economici mirati (indennità di specificità) e, soprattutto, incentivi di carriera, come punteggi maggiorati nei concorsi pubblici per ruoli di direzione e corsie preferenziali per l’aggiornamento scientifico.
3. Migliorare l’integrazione Ospedale-Territorio
È indispensabile decongestionare il reparto ospedaliero bloccando l’afflusso di prestazioni a bassa complessità. ADOI propone l’attivazione immediata di protocolli operativi con i Medici di Medicina Generale e i dermatologi ambulatoriali. In questo modo, l’ospedale si concentrerà esclusivamente sulle patologie oncologiche complesse, sulla chirurgia dermatologica e sulle malattie infiammatorie gravi, riducendo drasticamente le liste d’attesa.
4. Principio di sussidiarietà e solidarietà interaziendale temporanea
La sicurezza clinica dei pazienti non può dipendere dalle disponibilità di un solo medico specialista. ADOI chiede alla direzione regionale della sanità di strutturare turnazioni di supporto temporanee e coordinate, attingendo su base volontaria e con tariffe incentivanti dagli specialisti delle altre aziende sanitarie regionali meno in sofferenza, fino al ripristino della pianta organica minima anche a Pordenone.
La dichiarazione del Presidente ADOI
“La dermatologia pubblica non è una branca secondaria della medicina: gestiamo patologie oncologiche e croniche altamente invalidanti che impattano sulla vita di migliaia di persone. La crisi di Pordenone è l’emblema di una sofferenza sistemica che non si risolve con soluzioni tampone o con l’impiego di figure non ancora formate – dichiara il prof. Davide Melandri, presidente ADOI – Sosteniamo con convinzione le proposte emendative presentate in Consiglio Regionale per l’istituzione di borse di studio vincolate al territorio. Tuttavia, per salvare il reparto oggi stesso, è necessario affiancare a queste misure, le nostre proposte. ADOI è pronta a sedersi immediatamente al tavolo con l’Asfo e con l’Assessorato alla Salute per aiutare a tradurre queste proposte in realtà”.
The post Emergenza Dermatologia a Pordenone, ADOI lancia un piano in quattro mosse per salvare il reparto first appeared on insalutenews.it.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0


Commenti (0)