Ercolano riapre una delle sue domus più emozionanti: è la Casa del Mobilio Carbonizzato
Dopo quasi trent’anni di attesa, Ercolano riapre al pubblico una delle sue domus più suggestive: è tornata visitabile la Casa del Mobilio Carbonizzato, uno degli ambienti più emozionanti del Parco Archeologico di Ercolano. La riapertura restituisce ai visitatori un luogo capace di raccontare la vita quotidiana dell’antica città romana attraverso oggetti rimasti sospesi nel tempo.
Il nome della domus nasce dal ritrovamento di preziosi arredi lignei carbonizzati, tra cui un tavolino e un letto con alta spalliera, conservati grazie alle particolari condizioni create dall’eruzione. La nuova apertura rappresenta inoltre il primo passo di una stagione di importanti restituzioni: nell’autunno 2026 altre domus del sito torneranno progressivamente accessibili al pubblico.
La Casa del Mobilio Carbonizzato torna a vivere
Costruita in età repubblicana, la Casa del Mobilio Carbonizzato conserva un impianto architettonico particolarmente coerente, sviluppato intorno all’atrio e al giardino posto nella parte più interna dell’abitazione. Qui si trovava un piccolo larario a forma di tempietto, spazio dedicato al culto domestico della famiglia. Già nella prima fase costruttiva della casa era presente anche un loggiato con colonne affacciato sull’atrio, mentre le decorazioni delle pareti, realizzate in IV Stile, testimoniano le diverse trasformazioni vissute dall’abitazione nel corso dei secoli.
Tra gli ambienti di maggiore interesse spicca il triclinio vicino all’ingresso, dove è ancora visibile un pavimento a mosaico arricchito da un raffinato emblema marmoreo e da decorazioni con nature morte. Anche il tablino conserva importanti tracce decorative, con un mosaico a inserto marmoreo e frammenti dell’antico soffitto affrescato.
Il cuore della domus si trova però nell’oecus Cyzicenus, un ambiente aperto verso il giardino attraverso una grande finestra. Proprio qui furono rinvenuti gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome alla casa: un tavolino e un letto che raccontano una storia quotidiana interrotta improvvisamente quasi duemila anni fa.

Tornano le visite
La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato è il risultato di oltre dieci anni di interventi di restauro e conservazione. Il progetto è nato nell’ambito della collaborazione tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute, attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali, attivo nel sito da venticinque anni.
Gli interventi hanno riguardato la messa in sicurezza delle strutture, il recupero delle coperture, il consolidamento delle superfici decorate e il restauro di elementi particolarmente delicati. Sono stati ricostruiti alcuni solai lignei, sostituiti architravi compromessi e restaurate le colonne dell’atrio attraverso rilievi tridimensionali e operazioni di smontaggio e rimontaggio controllato.
Particolare attenzione è stata dedicata agli architravi-teche in ferro che custodivano porzioni di legno carbonizzato. Questi elementi sono stati sostituiti con nuove strutture lignee progettate per proteggere i reperti e facilitare le future attività di monitoraggio e manutenzione.
L’intervento rientra nel più ampio programma di restauro conservativo delle domus più importanti di Ercolano, che prevede la riapertura di sei abitazioni storiche del Parco Archeologico. Dopo la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, riaperte nel 2025, la Casa del Mobilio Carbonizzato rappresenta un nuovo traguardo nella valorizzazione del patrimonio archeologico.
Durante la visita sarà possibile approfondire la storia degli arredi carbonizzati anche all’Antiquarium di Ercolano, dove sono esposti alcuni reperti provenienti dalla domus, compreso un tavolino, completando così il racconto di una delle case più affascinanti dell’antica città romana.
Per informazioni sulla visita, consultare il sito ufficiale di Ercolano.

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