Esami di Maturità: quanto hanno preso i politici?

18 Giugno 2026 - 09:57
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Esami di Maturità: quanto hanno preso i politici?

Meloni e Schlein, due secchione ma con voti diversi in condotta. Conte e Renzi, studenti doc. Quanta fatica con la matematica per Tajani, Salvini e Valditara

Esami di maturità. La notte prima degli esami è appena trascorsa e c’è spazio per le curiosità. Per esempio, come se la cavavano sui libri i protagonisti della politica italiana? I voti raccontano storie diverse, tra secchioni riluttanti, studenti dell’ultimo minuto, rimandati illustri e futuri leader già abituati a primeggiare. E come per qualsiasi studente, anche i leader partitici avevano i loro bravi problemi: chi in condotta, chi di timidezza e chi, come moltissimi, con la matematica.

Il club dei 60 (che oggi vale 100): Meloni come  Schlein

Tra i leader politici più noti spiccano diversi diplomati con il massimo dei voti. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha concluso il liceo linguistico con un impeccabile 60/60, ma era una studiosa tutt’altro che secchiona. La Premier, per sua stessa ammissione, studiava all’ultimo momento, confidando in una buona memoria e in una naturale predisposizione per le interrogazioni. Le è servito evidentemente anche per quelle parlamentari. Complicato, invece, il rapporto con la disciplina: qualche 7 in condotta. Elly Schlein si è diplomata in Svizzera, con 6/6 equivalente di 100. La leader del PD si autodefinisce una studentessa poco organizzata che però riusciva a dare il meglio di sé alle corde. Perfetta, insomma, per il ruolo che è chiamata a ricoprire.

Il leader delle opposizioni: Conte e Renzi, studenti brillanti

Giuseppe Conte, prima di impegnarsi in politica, ha alle spalle una brillante carriera accademica come Professore di Diritto Privato all’Università di Firenze prima di essere nominato Presidente del Consiglio. Fra i banchi, uno studente brillante. 60/60 alla Maturità e 110 e lode all’Università Sapienza in Giurisprudenza. Non è da meno Matteo Renzi. L’ex Premier ha studiato con profitto al liceo classico, strappando 60/60 al termine di un percorso meno lineare rispetto ai colleghi. Ha accumulato qualche credito qua e là, specificatamente in Scienze, al quarto anno. Un incidente di percorso che non gli ha impedito di completare il percorso di studi ottenendo il massimo dei voti all’esame di Maturità.

Tajani, Salvini e Valditara e quel nemico chiamato matematica

C’è anche chi, da studente, ha ottenuto risultati più che dignitosi senza eccellere. Il caso accomuna il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani: entrambi hanno chiuso il ciclo di studi con 48/60, ovvero 80. Il leader di Forza Italia non brillava nelle materie scientifiche, soprattutto matematica. Amava invece letteratura italiana, storia, filosofia, latino e greco. Salvini non ha mai nascosto il suo rapporto tormentato con numeri e formule e non è riuscito a sottrarsi dall’esame di riparazione. Credito accumulato in matematica e colmato, ma che ha lasciato il segno. L’avversione verso la matematica lo accompagna ancora oggi. E il ministro dell’Istruzione? Giuseppe Valditara si è fermato a 56/60, lottando disperatamente con la matematica per essere ammesso e racimolare quel che attualmente sarebbe intorno al 93.

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