Estate e sessualità, FNOPO: «Le infezioni sessualmente trasmissibili sono in aumento, il preservativo resta la prima forma di prevenzione»
Elsa Del Bo, segretario della Federazione nazionale degli Ordini della professione ostetrica: «Le vacanze favoriscono nuovi incontri, ma non bisogna abbassare la guardia. Molte infezioni sessualmente trasmissibili sono asintomatiche e possono avere conseguenze importanti sulla salute riproduttiva»
Vacanze, socialità e nuovi incontri: l’estate è quel periodo dell’anno in cui aumentano le occasioni di conoscenza e, soprattutto tra i più giovani, anche i rapporti sessuali occasionali. Ma se da un lato cresce la voglia di leggerezza, dall’altro non bisogna dimenticare l’importanza della prevenzione. Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST), infatti, continuano ad aumentare e rappresentano ancora oggi un importante problema di sanità pubblica, con possibili conseguenze sulla salute sessuale e riproduttiva.
A richiamare l’attenzione è Elsa Del Bo, Segretario della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (FNOPO), che invita a non abbassare l’attenzione proprio nei mesi estivi. Un milione di nuovi contagi ogni giorno nel mondo. «I dati ci ricordano quanto il fenomeno sia tutt’altro che marginale – spiega Del Bo -. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni giorno circa un milione di persone nel mondo contrae un’infezione sessualmente trasmissibile potenzialmente curabile. Si tratta di numeri che impongono una maggiore attenzione, soprattutto in un periodo come l’estate, quando aumentano gli incontri spontanei e i rapporti occasionali». Le infezioni sessualmente trasmissibili comprendono patologie causate da batteri, virus e parassiti e possono essere trasmesse attraverso tutti i tipi di rapporti sessuali. Alcune possono inoltre passare dalla madre al bambino durante la gravidanza, il parto o il puerperio. «Se non vengono diagnosticate e trattate tempestivamente – sottolinea il segretario FNOPO – possono determinare complicanze importanti nel medio e lungo termine, come infertilità, tumori e problemi per il feto o per il neonato durante la gravidanza».
I dati dell’ISS: gonorrea raddoppiata, aumentano anche sifilide e clamidia
Anche in Italia il trend è in crescita. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità, raccolti attraverso i sistemi di sorveglianza dei centri clinici e dei laboratori di microbiologia, mostrano un aumento costante delle infezioni sessualmente trasmissibili dal 2004 al 2020, con l’unica eccezione rappresentata dall’anno della pandemia, quando le segnalazioni sono diminuite per effetto delle restrizioni. «La ripresa è stata molto rapida – osserva Del Bo -. Tra il 2019 e il 2022 i casi di gonorrea sono aumentati del 100%, soprattutto tra i giovani di età compresa tra i 20 e i 24 anni. Nello stesso periodo i casi di sifilide sono cresciuti del 50% e quelli di clamidia del 25%». Numeri che confermano la necessità di rafforzare la cultura della prevenzione e dell’educazione sessuale.
Chi è più esposto al rischio
Sono considerate maggiormente a rischio le persone che hanno rapporti sessuali non protetti con partner multipli, chi inizia precocemente l’attività sessuale (prima dei 15 anni), quando le mucose genitali risultano ancora più vulnerabili alle infezioni, e chi fa uso di alcol o sostanze stupefacenti, che possono ridurre la capacità di valutare i comportamenti a rischio. «A questi fattori si aggiungono le condizioni di immunodepressione e, per caratteristiche anatomiche, una maggiore vulnerabilità delle donne», precisa Del Bo. È importante ricordare che le vie di trasmissione comprendono tutti i rapporti sessuali, il contatto tra cute e mucose, il sangue e la trasmissione verticale dalla madre al figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento. Al contrario, non esiste alcun rischio di contagio attraverso una stretta di mano, un abbraccio, un bacio sulla guancia, la tosse, gli starnuti o l’utilizzo di servizi igienici pubblici.
Il preservativo resta la protezione più efficace
«La prevenzione comincia da comportamenti responsabili – sottolinea il segretario della FNOPO -. Il preservativo rimane il metodo più efficace per prevenire la trasmissione delle infezioni sessualmente trasmissibili e dovrebbe essere utilizzato sempre nei rapporti occasionali, con ogni nuovo partner e ogni volta che non si conosce lo stato di salute della persona con cui si hanno rapporti». Un messaggio che vale soprattutto d’estate, quando il clima di vacanza può favorire una minore percezione del rischio. Del Bo ricorda inoltre che la pillola anticoncezionale e gli altri metodi contraccettivi ormonali prevengono le gravidanze indesiderate, ma non proteggono dalle infezioni sessualmente trasmissibili.
Alcol e droghe aumentano i comportamenti a rischio
Tra le raccomandazioni c’è anche quella di evitare il consumo di alcol e sostanze stupefacenti prima dei rapporti sessuali. «Queste sostanze riducono la lucidità e aumentano la probabilità di assumere comportamenti poco sicuri. È altrettanto importante limitare il numero dei partner sessuali e, nel caso venga diagnosticata un’infezione, astenersi dai rapporti fino al completamento della terapia».
Molte infezioni non danno sintomi
Uno degli aspetti più insidiosi delle IST è che, molto spesso, decorrono senza manifestazioni evidenti. «La maggior parte delle infezioni può essere asintomatica oppure manifestarsi quando il quadro clinico è già più avanzato – spiega Del Bo -. Per questo è fondamentale sottoporsi regolarmente a controlli e, in presenza di rapporti occasionali o di partner multipli, eseguire i test per le infezioni sessualmente trasmissibili e per l’HIV». Il rischio non riguarda soltanto la salute individuale. Una persona inconsapevolmente infetta può infatti trasmettere l’infezione ad altri partner.
Il ruolo delle ostetriche nella prevenzione
Per la FNOPO la prevenzione passa anche attraverso l’informazione e l’educazione sanitaria alle coppie. «Le ostetriche accompagnano le donne lungo tutto il percorso della salute sessuale e riproduttiva e rappresentano un punto di riferimento nella promozione di comportamenti consapevoli, nell’educazione alla prevenzione e nell’orientamento verso i percorsi diagnostici quando necessario», conclude Del Bo. L’estate può essere il momento della spensieratezza, ma non deve mai diventare quello i cui si abbassa la guardia. Perché la salute sessuale passa prima di tutto dalla conoscenza, dalla responsabilità e da una prevenzione che inizia con un gesto semplice, ma fondamentale: utilizzare sempre il preservativo nei rapporti a rischio.
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