Commissione Covid, Filini: «Emerge un quadro a dir poco fosco. Più si va avanti più le cose peggiorano, è come una slavina»

Il deputato di FdI, Francesco Filini, usa la metafora della palla di neve per spiegare quello che sta emergendo dalla Commissione Covid, di cui è membro: «Più si va avanti, più le cose peggiorano, come fosse una slavina: si è partiti da una piccola palla di neve che poi si è trasformata in un disastro. Come dimostrano le ultime notizie sulle commesse di mascherine».
Filini: «Dalla Commissione Covid un quadro a dir poco fosco»
In una lunga intervista al Tempo, Filini parla del quadro «a dir poco fosco» che sta emergendo dai lavori della Commissione, fa riferimento a «risvolti inquietanti» ed «episodi molto, molto opachi» durante la gestione dell’emergenza e spiega perché «è necessario che i diretti interessati forniscano tutti i chiarimenti possibili e immaginabili: è davvero impensabile che mentre noi eravamo chiusi in casa durante l’emergenza, a suon di Dpcm, c’era chi invece lucrava sull’emergenza e alle spalle dei cittadini».
La metafora della palla di neve
«Più si va avanti, più si scava e più la questione diventa molto simile al superbonus», prosegue Filini, ricordando che si tratta di «una vicenda che era partita in sordina e che dopo si è trasformata in un cataclisma per le casse dello Stato». La metafora della palla di neve. «Parliamo di errori tragici, dovuti ad un lassismo incredibile, che nel caso del covid diventano ancor più gravi. E la firma – sottolinea – è sempre la stessa».
Gli «errori macroscopici dei governi targati M5S»
Il deputato, quindi, passa in rassegna alcuni degli «errori macroscopici da parte dei governi targati 5 stelle» ma, sottolinea, di esempi «se ne potrebbero fare infiniti». Cita i banchi a rotelle, i «bonus a pioggia», lo «scempio» delle “primule”, i padiglioni immaginati per la somministrazione dei vaccini. «Fortunatamente – prosegue – poi la gestione di Figliuolo ha rimosso queste follie, altrimenti avremmo sprecato chissà quanti altri soldi dei cittadini. Insomma, una gestione complessiva del denaro pubblico a dir poco allegra, diciamo pure dissennata».
L’auspicio che la magistratura «prenda le proprie decisioni in autonomia»
Alessio Buzzelli, che firma l’intervista, chiede quindi se ci sarà un esposto di FdI sulle commesse per l’acquisto delle mascherine? Ricordando che le Commissioni d’inchiesta, in alcuni casi, hanno portato anche alla riapertura di indagini della magistratura, Filini chiarisce che prima di tutto la Commissione Covid dovrà ultimare i suoi lavori. «L’auspicio – aggiunge – è naturalmente che la magistratura, se non lo sta già facendo, prenda in autonomia le proprie decisioni in merito, perché i presupposti ci sono tutti. Se ciò non dovesse accadere, per quanto ci riguarda, ci premureremo di segnalare tutto ciò che serve all’autorità competente».
L’attesa per l’audizione di Conte
Si attende ora l’audizione di Giuseppe Conte, alla cui calendarizzazione per il 4 agosto si arriva grazie alla tenacia del presidente della Commissione Marco Lisei, anche se, chiarisce Filini, «a me non risultano ancora pervenute le dimissioni di Conte dalla Commissione». «Speriamo che da qui al 4 agosto arrivino, per consentire lo svolgersi di un’audizione nella quale noi non faremo sconti e chiederemo conto di tutte le opacità che abbiamo riscontrato».
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