Etna, Trantino: “trasferimenti spettano a compagnie aeree, i costi extra vanno rimborsati”
Nell’emergenza legata all’attività dell’Etna e alle conseguenti limitazioni operative dell’aeroporto di Catania-Fontanarossa, la responsabilità dell’assistenza ai viaggiatori e dell’organizzazione dei trasferimenti tra gli scali ricade sulle compagnie aeree. A ribadirlo è il sindaco di Catania, Enrico Trantino, intervenuto ai microfoni di Tgcom24.
“Il protocollo prevede che siano le compagnie aeree a dover organizzare l’assistenza ai viaggiatori. Regione Siciliana e Sac finora hanno fatto tutto quello che potevano. Mi auguro che Enac intervenga finalmente in modo incisivo, pretendendo dalle compagnie maggiore chiarezza, anche in vista del futuro”, ha dichiarato il primo cittadino.
Nei giorni scorsi, infatti, migliaia di passeggeri sono stati costretti a fare i conti con voli cancellati, dirottamenti e trasferimenti verso gli aeroporti di Palermo, Comiso e Trapani a causa della presenza di cenere vulcanica nello spazio aereo. Una situazione che ha generato forti disagi e costi aggiuntivi per molti viaggiatori.
Secondo Trantino, sono proprio le compagnie aeree a dover predisporre i mezzi necessari per garantire gli spostamenti tra gli aeroporti interessati dalle variazioni operative. “Sono sempre le compagnie aeree a dovere predisporre i mezzi per gli spostamenti da un aeroporto all’altro. E sono sempre le compagnie aeree a dovere risarcire le somme agli utenti”, ha sottolineato.
Il sindaco è intervenuto anche sul tema delle tariffe elevate richieste in alcuni casi per i trasferimenti via terra. “Noi non abbiamo poteri giuridici per imporre una calmierazione dei prezzi dei taxi. La questione di fondo è che avrebbero dovuto essere le compagnie aeree a organizzare il trasporto tra l’aeroporto di arrivo o di partenza e quello di Catania. Una cosa che, almeno per diversi giorni, molte compagnie si sono ben guardate dal fare”
Per spiegare il disagio vissuto da migliaia di persone, Trantino ha raccontato anche un’esperienza personale. “Anche io ho vissuto un’odissea simile con mio figlio, che si è rotto un braccio in Grecia. Per riportarlo a Catania, alla fine siamo riusciti a farlo arrivare a Palermo e poi a raggiungere il capoluogo etneo con un mezzo privato, mentre doveva essere sottoposto a un intervento chirurgico. Potete immaginare quello che abbiamo passato”
Un episodio che, secondo il sindaco, gli consente di comprendere ancora meglio le difficoltà affrontate dai passeggeri coinvolti nell’emergenza. “È un vero e proprio trauma, uno stress importante, aggravato dalle spese supplementari sostenute dai viaggiatori. Costi che, ribadisco, devono essere rimborsati dalle compagnie aeree”
Le dichiarazioni arrivano mentre proseguono le attività di monitoraggio dell’Etna e la gestione delle ripercussioni sul traffico aereo siciliano, con migliaia di passeggeri che attendono ancora chiarimenti sui rimborsi e sulle procedure di assistenza previste in caso di disservizi.
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