Europa League all’Aston Villa: ma chi è Unai Emery, l’asso di coppe che ha riscritto la storia del torneo
Dai trionfi col Siviglia al colpo Aston Villa: Così Emery è diventato il re dell’Europa League
L’Aston Villa si prende l’Europa League, ma la notte di Istanbul porta soprattutto la firma di Unai Emery. Il 3-0 al Friburgo consegna al club inglese la prima Europa League della sua storia e porta definitivamente l’allenatore spagnolo nell’olimpo della competizione.
Tielemans ha aperto la partita al 41’ con un destro al volo su assist di Rogers. Buendia ha firmato il raddoppio nel recupero del primo tempo con un mancino sotto l’incrocio. Nella ripresa, al 13’, Rogers ha chiuso i conti sul rasoterra dello stesso Buendia. Il resto è stata solo gestione, festa inglese e un altro capitolo nella carriera europea di Emery.
Per Emery è il quinto successo personale in Europa League. Prima dell’Aston Villa erano arrivate le tre coppe consecutive con il Siviglia, nel 2014, 2015 e 2016, poi il trionfo con il Villarreal nel 2021. In mezzo, anche una finale persa con l’Arsenal nel 2019 contro il Chelsea.
Emery ha vinto questa competizione con tre club diversi: Siviglia, Villarreal e Aston Villa. Da ieri si è inserito nel gruppo ristretto degli allenatori capaci di conquistare cinque grandi competizioni continentali, accanto a Giovanni Trapattoni, José Mourinho e Carlo Ancelotti. La differenza è che Emery ha costruito la sua leggenda soprattutto nell’Europa League, fino a farne quasi un marchio personale, una firma.
Nato a Hondarribia, nei Paesi Baschi, nel 1971, Emery è stato centrocampista prima di diventare allenatore. La sua carriera in panchina è partita in Spagna, dove si è fatto notare con l’Almería e poi con il Valencia. La vera svolta è arrivata a Siviglia. Lì ha trasformato una buona squadra in una macchina da coppe, capace di vincere tre Europa League di fila.
Dopo Siviglia sono arrivati il PSG, l’Arsenal e il Villarreal. A Parigi ha vinto in Francia ma la sua esperienza è rimasta legata anche alla storica rimonta subita contro il Barcellona in Champions League. A Londra ha raccolto l’eredità pesantissima di Arsène Wenger e ha portato l’Arsenal in finale di Europa League, senza riuscire a vincerla. Con il Villarreal si è ripreso tutto, battendo il Manchester United ai rigori e regalando al club il primo grande trofeo della sua storia.
All’Aston Villa è arrivato nel 2022, quando il club cercava una guida forte dopo l’addio a Steven Gerrard. Nel 2024 è arrivato il rinnovo fino al 2029, segnale di un progetto costruito intorno a lui.
Il suo calcio non vive di slogan. Emery è un allenatore di preparazione, video, dettagli, controllo delle partite e lettura degli avversari. Non è sempre stato amatissimo ovunque, ma nelle coppe ha trovato il suo habitat naturale.
Anche lo stipendio, è di quelli da top: le stime disponibili parlano di circa 8 milioni di sterline all’anno all’Aston Villa, cifre che lo collocano tra gli allenatori più pagati della Premier League. Non sono cifre ufficiali diffuse dal club, ma confermano la fascia alta in cui Emery è entrato dopo il lavoro fatto a Birmingham.
Il 3-0 al Friburgo chiude un percorso europeo dominato e dà all’Aston Villa un trofeo che mancava da una vita. Per Emery, invece, aggiunge un’altro capitolo a una carriera unica. Cinque Europa League, sei finali, tre club diversi. L’uomo che ha trasformato l’Europa League nel suo soggiorno di casa.
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