Ezio Zermiani schietto su Kimi Antonelli: “Non gli auguro la Ferrari”
Lo storico inviato della Rai per la Formula 1 Ezio Zermiani in una intervista al Corriere della Sera ha parlato di Andrea Kimi Antonelli e della sua leadership nel Mondiale di Formula 1: “E’ molto giovane, forse anche troppo. A 19 anni non puoi avere tutte le caratteristiche necessarie che servono per domare una monoposto, ma queste non sono più le macchine di una volta. Un tempo il volante serviva solo per girare in curva, oggi è un computer con mille funzioni. Da questo punto di vista per assurdo è anche più facile adattarsi per un giovane”.
“Sicuramente ha talento. Fa errori di gioventù, è normale. Però ha un atteggiamento importante: quando sbaglia, impara e non ripete l’errore. Questa è la cosa fondamentale. Non mi ricorda piloti del passato perché ora guidare è completamente diverso ed è impossibile fare una comparazione. Le macchine oggi hanno preso il sopravvento e valgono il 70%. Una volta era molto più faticoso, meno assistito. Oggi è difficile fare paragoni: anche un errore in partenza, con tutti gli aiuti che ci sono, può essere superato”.
Zermiani non augura ad Antonelli un ritorno in Ferrari: “Secondo me no, o almeno non glielo auguro. Era già nell’academy della Ferrari, sono loro che l’hanno mollato. La Ferrari non mi da l’idea di avere un progetto eccezionale ma piuttosto mediocre, o comunque medio: penso a un pilota come Leclerc, a cavallo tra due generazioni, che ha buttato via sette anni di carriera. Le altre squadre sono abbastanza allineate, mentre la Mercedes è davanti a tutti. Per un giovane come Antonelli, essere lì è l’ideale”.
Sulla nuova Formula 1 dà un giudizio netto: “C’è un serio problema legato alle batterie. Quando si scarica improvvisamente, la macchina può perdere velocità in modo drastico. Abbiamo visto episodi pericolosi: vetture che rallentano improvvisamente di 80 km/h. È un rischio enorme, soprattutto a quelle velocità. Devono intervenire, perché così è davvero pericoloso. Lo spettacolo c’è perché l’audience cresce, anche se è tutto al contrario rispetto a prima. Oggi vai piano in curva per caricare energia, quando prima il coraggio di un pilota era misurato sulla capacità di tenere la macchina in curva a tutta velocità”.
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