Fake news su una love story, Meloni non fa sconti a Corona: sarà in aula per la causa di diffamazione

22 Giugno 2026 - 19:28
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Fake news su una love story, Meloni non fa sconti a Corona: sarà in aula per la causa di diffamazione

Fake news su una love story, Meloni non fa sconti a Corona: sarà in aula per la causa di diffamazione

Non fa sconti a Fabrizio Corona, la premier Giorgia Meloni, parte civile insieme al deputato di FdI Manlio Messina nel processo milanese per diffamazione a carico di Fabrizio Corona e di Luca Arnau, direttore della testata giornalistica online ‘Dillingernews‘, accusati di diffamazione aggravata per aver diffuso, il 20 ottobre 2023, la fake news sulla presunta relazione tra la presidente del Consiglio e l’onorevole siciliano. La premier sarà sentita come testimone nell’udienza del prossimo 28 settembre.

Meloni accetta di testimoniare contro Fabrizio Corona nella causa per diffamazione

“La persona offesa è disposta a venire a Milano la prossima udienza“, ha esclamato a sorpresa in aula l’avvocata Giulia Bongiorno dopo che il pubblico ministero Giovanni Tarzia ha insistito nella richiesta di sentirla come testimone dell’accusa. Nella stessa udienza verrà sentito l’imputato Corona. In una giornata già calda, a far salire la temperatura in aula è l’avvocato Ivano Chiesa che nel processo che vede imputato Fabrizio Corona e Luca Arnau, allora direttore della testata giornalistica online ‘Dillingernews’, accusati di diffamazione aggravata per aver diffuso, il 20 ottobre 2023, la fake news sulla presunta relazione tra la presidente del Consiglio e l’onorevole siciliano Manlio Messina, non accetta lezioni. “Ho consentito che questo processo andasse avanti per rispetto della premier Meloni, mi sono comportato con fairplay…volete che io sia gentile o devo fare l’avvocato Chiesa? E’ una questione di principio…il mio assistito verrà sentito dopo Meloni” spiega energicamente in aula.

“Non accetto questi toni in un’aula di giustizia, io non mi sono opposta (a differenza dell’altra parte offesa, ndr). Non serve un intervento urlato, non c’è nessun problema nel sentire Corona dopo” ribatte l’avvocata Giulia Bongiorno che – in chiusura d’udienza – svela la disponibilità (dopo la recente udienza ‘saltata’ a Palazzo Chigi) della presidente del Consiglio di essere sentita come testimone il prossimo 28 settembre a Milano. “Grazie della lezionicina, non è bisogno” è la replica secca del difensore Chiesa, pronunciata prima che da un’altra aula arrivasse qualcuno a chiedere la porta per il troppo vociare. Terminati gli screzi, a sedersi sul banco nella veste di imputato è stato Arnau, che in precedenza aveva già reso dichiarazioni spontanee. A lui spetta ricostruire la riunione online in cui Corona annuncia la notizia. “Corona non era d’accordo di usarla con troppe cautele, lui voleva darla come una notizia certa, ma non lo era e io non ho chiesto di fare un’ulteriore verifica. Erano voci come ce ne sono mille. Mi disse che lui e Messina erano amici, che avevano amici in comune a Catania”.

“Fabrizio insisteva per dare come certa la notizia…”

Una presunta relazione ‘condita’ da foto che mostrano “un grado di intimità, di familiarita, di amicizia” spiega l’ex direttore della testata online che dopo solo un mese lascia la direzione proprio per contrasti con Corona e per essersi “sentito molto preso in giro” dopo le smentite. “L’avete letto l’articolo? Voci dicono che…sono voci che arrivano dalla Sicilia. E’ gossip, io ho controllato il linguaggio, ho fatto cambiare la prima stesura, e ho visionato le cinque foto, prese dal profilo social, che erano credibili. E’ una notizia di gossip uscita sul giornale di Corona e si dà il peso che si dà…” conclude il giornalista stupito da una questione che dura da tre anni. Dopo l’udienza del 28 settembre a cui a prendere la parola potrebbero essere la premier e Corona, rispettivamente come testimone e imputato, il 14 dicembre invece è prevista la discussione delle parti.

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Redazione Eventi e News

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