Piano Casa, arriva l’ok della Camera. Approvato l’odg di FdI: “Alloggi prima agli italiani”

22 Giugno 2026 - 19:27
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Piano Casa, arriva l’ok della Camera. Approvato l’odg di FdI: “Alloggi prima agli italiani”

Piano Casa, arriva l’ok della Camera. Approvato l’odg di FdI: “Alloggi prima agli italiani”

Via libera, dall’Aula della Camera, alla fiducia posta dal governo sul dl Piano Casa, con 168 voti favorevoli, su 265 presenti e 262 votanti. Dopo l’approvazione finale alla Camera, il provvedimento passerà al Senato dove l’approvazione dovrebbe svolgersi senza modifiche, considerati i tempi stretti per la conversione in legge entro il 6 luglio. Il governo aveva dato il via libera al Piano Casa durante il Consiglio dei ministro del 30 aprile scordo, con l’intento di  affrontare l’emergenza abitativa nell’immediato ma anche nel medio e lungo termine.

Ok della Camera al dl Piano Casa: in cosa consiste

La partita del Piano Casa entra nella fase decisiva. Con il voto di fiducia alla Camera, il decreto destinato a rafforzare la risposta all’emergenza abitativa compie un passo sostanzialmente definitivo verso la conversione in legge. Un Piano casa innovativo e ambizioso. Il decreto punta a rendere disponibili circa 100mila alloggi nell’arco di dieci anni; intervenendo sia sul patrimonio pubblico esistente sia sulla nuova edilizia sociale. Il primo pilastro riguarda il recupero di circa 60mila alloggi Erp oggi non assegnabili perché bisognosi di manutenzione e ristrutturazione. Prevista la nomina di un commissario straordinario e il coinvolgimento di Invitalia come soggetto attuatore. Secondo un primo censimento effettuato dal Mit, «dalle Regioni di tutta Italia sono già pervenute oltre 63 mila richieste di ristrutturazione di immobili da destinare a famiglie attualmente in graduatoria in edilizia residenziale pubblica».

Piano casa, le risorse

Il secondo asse del Piano è il Fondo Housing Coesione gestito da Invimit, destinato a concentrare risorse nazionali ed europee per l’emergenza abitativa. Il terzo pilastro punta invece ad attrarre investimenti privati attraverso procedure accelerate e semplificazioni per progetti di edilizia integrata. Sul fronte finanziario il Piano Casa potrà contare nel breve periodo su risorse immediatamente attivabili fino a circa un miliardo di euro dal 2027. In prospettiva, considerando anche i fondi della politica di coesione nazionale ed europea, la dote complessiva potrà raggiungere circa 10 miliardi entro il 2034. Una quota delle risorse potrà inoltre essere anticipata ricorrendo a finanziamenti concessi da istituzioni finanziarie.

L’odg di Filini: “Casa prima agli italiani nel rispetto dei principi costituzionali”

Il governo ha dato parere favorevole a vari ordini del giorno. Uno presentato da Francesco Filini di FdI. Si tratta della norma che impegna l’esecutivo a “valutare l’opportunità di prevedere” che “gli alloggi realizzati, recuperati o valorizzati” nell’ambito del provvedimento siano “assegnati prioritariamente ai cittadini italiani, nel rispetto dei principi costituzionali e della normativa europea vigente”.  Un altro è stato presentato da FI e riguarda l’estensione del Fondo di garanzia per la prima casa a persone con disabilità.  “Si tratta di un intervento di grande valore sociale che facilita l’accesso alla proprietà della prima casa per famiglie che affrontano quotidianamente situazioni particolarmente impegnative”, dice Maurizio Casasco di FI, primo firmatario dell’emendamento.

Strepita la sinistra

Il tutto avviene tra gli strepiti della sinistra. A Marco Grimaldi di Avs non va giù che un piano così complesso e ambizioso sia affidato a un commissario  straordinario. “Altro che Piano casa: è un commissariamento del patrimonio pubblico. Il governo scavalca Comuni e Regioni, affida tutto a commissari e società nate per tutt’altro, e apre la strada alla solita operazione: togliere alla casa popolare la sua funzione sociale per trasformarla in terreno di rendita”. Si riferisce all’architetto Felice Squitieri. La nomina a ”commissario per la ricognizione dei fabbisogni e il programma di interventi in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale” è contenuta in un decreto del presidente del consiglio bollinato la scorsa settimana. Lunare l’intervento di  Marco Pellegrini del M5S. Ha il coraggio di affermare che le risorse stanziate dal governo “fanno solletico” al problema. Proprio un movimento che quando si parla di risorse dovrebbe ricordare la voragine creata con il superbonus.

Sul fronte sociale, il decreto amplia il numero dei beneficiari degli alloggi a canone calmierato. Oltre alle categorie già previste, potranno accedere agli immobili convenzionati anche insegnanti, personale sanitario e appartenenti alle forze dell’ordine. L’obiettivo è sostenere lavoratori essenziali che operano soprattutto nelle grandi città, dove il costo delle abitazioni rappresenta sempre più spesso un ostacolo alla permanenza sul territorio. Una misura che punta a rafforzare la coesione sociale e a garantire maggiore stabilità ai servizi pubblici. Ma la sinistra sta sulla luna.

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