Fare della carità una forza che incide nella storia. Il mandato alle Caritas diocesane

Aprile 20, 2026 - 20:00
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Fare della carità una forza che incide nella storia. Il mandato alle Caritas diocesane

Uno sguardo aperto al contesto politico ed europeo ha caratterizzato la quarta e ultima giornata del Convegno nazionale di Caritas Italiana.  Domenica 19 aprile a Sacrofano (Rm), al centro della mattinata, c’è stato il confronto tra esperienze e visioni sul rapporto tra partecipazione, cittadinanza e responsabilità pubblica, in un tempo segnato da trasformazioni profonde a livello nazionale e internazionale.

Ad aprire i lavori, la tavola rotonda “La politica, l’Europa”, che ha visto il contributo di Romano Prodi, in dialogo con alcuni giovani del mondo Caritas. Un’occasione di confronto che ha messo al centro il ruolo della politica come spazio di costruzione del bene comune e l’Europa come orizzonte di riferimento per affrontare le sfide contemporanee.

Romano Prodi al convegno nazionale di Caritas italiana

Il dialogo, moderato da Luca Servidati, ha offerto chiavi di lettura e prospettive concrete a partire dai territori, valorizzando il contributo delle nuove generazioni e delle comunità locali nel promuovere partecipazione, giustizia sociale e coesione.

Protagonismo giovanile ed Europa

«Nel passato i giovani non avevano più potere di oggi», ha affermato Prodi. «È un problema eterno. Credo che si debba stare attenti all’equilibrio, lasciare posto ai giovani è importante. Lasciare posto però non mi piace. Serve una categoria di giovani dinamica che il posto se lo costruisce. Non trovo che in teoria che il mondo politica sia governato da anziani, anzi. L’affermazione dei giovani deve essere costruttiva e non occasionale grazie a un lavoro di squadra».

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’Europa. Prodi ha richiamato con forza la necessità di un rinnovato slancio unitario, fondato non solo su interessi economici ma su valori condivisi e responsabilità comuni: «nessun piano economico può da solo costruire l’Europa». In questo senso, ha evidenziato i rischi legati ai nazionalismi e ai meccanismi decisionali che rallentano l’azione comunitaria, come il diritto di veto, sottolineando l’urgenza di riforme capaci di rendere l’Unione più efficace e coesa.

Don Marco Pagniello

Negli orientamenti finali il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, ha indicato alcune traiettorie di lavoro per i prossimi mesi, rilanciando la vocazione ecclesiale e profetica della rete Caritas. «Il patrimonio di ascolto che la rete Caritas raccoglie ogni giorno non può essere custodito gelosamente. Va restituito come bene comune. Deve diventare lettura dei fenomeni, cultura dell’attenzione, proposta sociale, provocazione evangelica, stimolo per politiche più giuste e inclusive».

Pace e nuova obiezione di coscienza

Sul tema della pace, don Pagniello ha richiamato la responsabilità delle comunità cristiane nel tempo dei conflitti: «La pace non è neutralità comoda. Non è silenzio prudente. Non è equilibrio costruito evitando i temi scomodi. Pace significa anche compiere scelte concrete, personali e comunitarie».
E ha aggiunto un forte richiamo alla coscienza civile ed evangelica: «Le Caritas sono chiamate anche a stimolare una nuova obiezione di coscienza contro tutto ciò che umilia la persona e rende normale l’ingiustizia. È l’obiezione di chi rifiuta di adattarsi all’indifferenza e continua a credere che la dignità umana venga prima del profitto, della paura e dell’interesse di pochi».

Infine, il rilancio del rapporto tra Vangelo e storia: «L’annuncio del Vangelo deve camminare insieme all’impegno per il bene comune, del singolo e di tutta la famiglia umana. È la Parola che genera movimento, che fa nascere processi, che rimette in cammino le persone e le comunità».

Il Convegno si è chiuso così consegnando alle Caritas diocesane un mandato chiaro: continuare ad ascoltare, educare, promuovere giustizia e costruire pace, facendo della carità una forza capace di incidere nella storia.

La celebrazione che ha concluso il Cnovegno nazionale di Caritas italiana

A conclusione del Convegno la concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, vescovo di Gorizia e presidente di Caritas Italiana, che ha sottolineato il valore della testimonianza, cui tutti gli operatori Caritas, i volontari e i cristiani sono chiamati.
I momenti assembleari del Convegno sono stati trasmessi in diretta tramite il  canale YouTube di Caritas Italiana, con aggiornamenti tramite i social tramite l’hashtag #Sacrofano2026

In apertura un momento della tavola rotonda con Romano Prodi – Tutte le immagini sono da ufficio stampa

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