Spazzamondo, l’onda arancione che si prende cura dei beni comuni

28 Maggio 2026 - 11:54
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Spazzamondo, l’onda arancione che si prende cura dei beni comuni

Un’onda arancione che si prende cura degli spazi comuni. È l’immagine più efficace per raccontare Spazzamondo, un’iniziativa che da cinque anni spinge a riflettere su ambiente, riciclo, cura dei contesti urbani e senso di comunità. Leve che, sommate l’una all’altra, diventano il motore potente e silenzioso che muove 22mila persone in 176 comuni, più di 100 scuole e 28 aziende a dedicare una giornata alla raccolta dei rifiuti che campeggiano nei nostri itinerari quotidiani.

Succede in provincia di Cuneo e non è un caso: a coordinare e promuovere un progetto che coinvolge ogni anno comuni, scuole, famiglie e imprese in un lungo percorso di avvicinamento, è la Fondazione Crc: «Spazzamondo appartiene davvero a tutti», dice il presidente Mauro Gola. «Anche quest’anno abbiamo visto comunità capaci di attivarsi autonomamente, amministrazioni locali che hanno coinvolto cittadini e associazioni, scuole e famiglie che hanno scelto di partecipare insieme. È un progetto che nel tempo è riuscito a trasformare un gesto semplice e concreto in un’esperienza condivisa, rafforzando il senso di responsabilità verso l’ambiente e promuovendo la presa in carico dei luoghi in cui viviamo».

215 tonnellate di CO2 risparmiata

L’edizione 2026 ha permesso di raccogliere quasi 9.800 sacchi di rifiuti, per un totale di circa 38 tonnellate che equivalgono a 44 tonnellate di CO2 risparmiata. Numeri che testimoniano la dimensione diffusa e spontanea della partecipazione: dal 2021 a oggi l’iniziativa ha coinvolto complessivamente oltre 110mila partecipanti, con più di 190 comuni aderenti nelle sei edizioni, permettendo di raccogliere in totale più di 170 tonnellate di rifiuti, equivalenti a un risparmio ambientale stimato di 215 tonnellate di CO2.

Volontari al lavoro ad Alba.

L’edizione di quest’anno ha rafforzato ulteriormente il percorso costruito nei mesi precedenti alla giornata del 23 maggio, allargando il progetto ben oltre il momento della raccolta rifiuti. Il bando “Spazzamondo – Sport per il Pianeta” ha coinvolto 29 realtà sportive in camminate ecologiche, plogging (l’attività sportiva nata in Svezia che unisce la corsa alla raccolta dei rifiuti abbandonati), pedalate e momenti di animazione collettiva organizzati al termine della raccolta, rafforzando il legame tra sostenibilità, benessere e partecipazione.

Un impegno civile, sociale e ambientale

Un’importante adesione ha caratterizzato anche il calendario “Aspettando Spazzamondo”, che si è rivolto soprattutto ai più piccoli con lo spettacolo interattivo Benvenuti nel MagiRegno, ispirato alla serie Lampadino e Caramella nel MagiRegno degli Zampa. Tra le principali novità del 2026, i nuovi kit didattici realizzati insieme alla cooperativa Erica e distribuiti nelle scuole della provincia per affrontare i temi del littering (l’abbandono dei rifiuti e dell’imbrattamento), del cambiamento climatico e della responsabilità ambientale attraverso attività e materiali differenziati per età.

Il presidente di Fondazione Crc Mauro Gola.

«Siamo convinti che un appuntamento come questo possa rappresentare un momento efficace per trasferire ai partecipanti informazioni utili a nutrire l’impegno civico, sociale e ambientale», spiega Roberto Cavallo di cooperativa Erica, partner tecnico dell’evento. Qualche esempio? «I rifiuti abbandonati vengono trasportati dagli eventi meteorologici fino al mare: il 75% dei materiali che formano le isole oceaniche proviene dall’entroterra ed entra nella catena alimentare. Molti animali, soprattutto mammiferi marini e uccelli, muoiono per ingestione o soffocamento, ma anche per fame: stomaco e gozzo pieni di rifiuti impediscono loro di nutrirsi».

Anche quest’anno Spazzamondo premierà i comuni, le scuole e le aziende che avranno saputo coinvolgere il maggior numero di partecipanti nelle rispettive categorie, confermando una formula partecipata resa possibile dalla collaborazione di Fondazione Crc con cooperativa Erica, Coordinamento provinciale della Protezione civile, Anci Piemonte, Uncem Piemonte, Anpci, Coldiretti, Confcommercio, Confartigianato, Confindustria e dal supporto dei consorzi Acem, Cec, Coabser e Csea.

Una chiamata all’azione collettiva

A cosa si deve un’adesione così alta? «Le iniziative ambientali funzionano perché le persone sentono il bisogno di esprimere il proprio legame con il territorio attraverso azioni concrete. Fare le cose insieme, essere chiamati all’azione in modo collettivo, fa sentire parte di un movimento comune», riflette Cavallo. «Attraverso i comuni, Fondazione Crc rilancia il progetto e ciascuno si prende cura di un pezzo del proprio territorio. È questo che rende unica Spazzamondo».

Roberto Cavallo impegnato ad Alba durante la giornata di Spazzamondo.

L’ondata arancione continua il suo viaggio anche grazie al coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni. «Per i più giovani prendersi cura dell’ambiente diventa qualcosa di naturale: un’esperienza che resta», conclude Cavallo. «Da bambini abbiamo una predisposizione spontanea alla cura. Forse siamo noi adulti a doverla riscoprire».

In apertura, alcuni dei volontari che hanno partecipato alla giornata ad Alba. Le fotografie sono state fornite da Ufficio stampa Fondazione Crc

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