Investire sul Servizio civile, perché i giovani siano costruttori di pace
Lo hanno chiesto in quasi 160mila, ma meno di 66mila lo otterranno: il Servizio civile piace ai giovani così tanto che le domande sono sempre di più e i posti sono meno della metà rispetto alle candidature.
Nell’anno che segna il record delle richieste, a pochi giorni dalla chiusura del bando e con le selezioni avviate, i promotori della campagna “Quanto vale il futuro? Più servizio civile per investire nei giovani” invitano a riflettere sulla «vitalità di un sistema che i giovani scelgono come spazio di crescita e che vive della collaborazione tra istituzioni, enti e giovani».
Ed esprimono soddisfazione per i risultati del bando, «prova tangibile di quanto questo istituto sia radicato in tutto il Paese e apprezzato dalle nuove generazioni».
Ma cosa spinge i giovani ad avvicinarsi a questa esperienza con crescente interesse e disponibilità? Da una parte, l’opportunità di «acquisire nuove competenze», dall’altra però «il desiderio di essere utili agli altri, e quindi di contribuire al sostegno delle comunità», spiegano i promotori, che ritengono «positivo come l’istituto riesca ad avvicinare anche giovani inizialmente meno consapevoli della sua finalità di difesa civile non armata e nonviolenta e di impegno civico».
Perché proprio questa ricerca di percorsi di pace e difesa civile è alle radici del Servizio civile ed è parte essenziale della sua identità: «In questi tempi di guerra e di conflitti sociali e politici trasversali ai popoli e alle comunità, valorizzare i giovani che hanno volontariamente presentato domanda per servire la Patria rappresenta non solo un atto di attenzione verso le nuove generazioni, ma soprattutto un investimento, questo sì produttivo, per una società più equa e più giusta, costruita attraverso metodi inclusivi e nonviolenti, con al centro il protagonismo e il contributo dei giovani», riflettono i promotori.
Di qui l’appello al governo, affinché «il Disegno di legge sui Giovani in discussione alla Camera salvaguardi e valorizzi la natura e la finalità dell’istituto come difesa civile non armata e nonviolenta realizzata dai giovani che, proprio in quanto tale, genera ricadute positive anche sulle politiche giovanili».
In particolare, la richiesta dei promotori della campagna è che «si superi il vincolo di invarianza finanziaria, per investire e rilanciare con forza l’obiettivo di rendere il Servizio civile realmente universale e sempre più accessibile per tutti i giovani che desiderano parteciparvi. L’obiettivo è far crescere il sistema non solo numericamente, ma anche qualitativamente, operando processi di semplificazione sostanziale che siano frutto di una necessaria condivisione e concertazione con tutti gli attori del sistema».
Qui il form per aderire alla campagna
foto Marlis Trio Akbar (Unsplash)
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