Fascicolo sanitario elettronico, il Lazio corre ai ripari con “Pazzesco”: la vera sfida è convincere i cittadini a dire sì

10 Luglio 2026 - 09:20
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Fascicolo sanitario elettronico, il Lazio corre ai ripari con “Pazzesco”: la vera sfida è convincere i cittadini a dire sì


La Regione punta sulla campagna “Pazzesco” per rilanciare il Fascicolo sanitario elettronico. Ma senza il consenso alla consultazione, uno degli strumenti chiave della sanità digitale rischia di restare sottoutilizzato.

Il Fascicolo sanitario c’è, ma pochi lo rendono davvero utile

La sanità digitale può semplificare la vita dei cittadini, ma solo se viene utilizzata fino in fondo. È la sfida che la Regione Lazio si trova ad affrontare con il Fascicolo sanitario elettronico (FSE), uno strumento ormai disponibile ma ancora lontano dall’esprimere tutte le sue potenzialità a causa di un numero ridotto di consensi alla consultazione dei dati clinici.

Il Fascicolo raccoglie in un’unica piattaforma referti, ricette, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, certificati vaccinali, informazioni su allergie e intolleranze, oltre a una parte della storia sanitaria del paziente in continuo aggiornamento. Un patrimonio di dati che può risultare determinante quando medici e operatori sanitari devono intervenire rapidamente.

Le adesioni nel Lazio restano sotto la media nazionale

Già nei mesi scorsi Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, aveva acceso i riflettori sul ritardo del Lazio. Secondo i dati illustrati dalla Regione, il consenso espresso dai cittadini si fermava intorno al 10%, ben distante da una media nazionale vicina al 45% e da alcune realtà che superano addirittura il 70%.

Il nodo non riguarda la tecnologia, ormai disponibile, ma la partecipazione. Senza autorizzazione alla consultazione, infatti, il Fascicolo resta accessibile solo al cittadino, mentre i professionisti sanitari non possono utilizzare quelle informazioni per ricostruire rapidamente il quadro clinico durante una visita, un ricovero o un accesso in pronto soccorso.

La campagna mediatica per recuperare terreno

Per colmare questo divario, la Regione Lazio ha lanciato la campagna di comunicazione “Pazzesco”, con l’obiettivo di spiegare ai cittadini non solo come funziona il Fascicolo sanitario elettronico, ma soprattutto quali vantaggi può offrire nella gestione delle cure.

L’appello del presidente della Regione, Francesco Rocca, punta proprio su questo aspetto: aumentare il numero dei consensi significa rendere il sistema sanitario più rapido, efficiente e capace di garantire continuità assistenziale. In caso di emergenza, quando il paziente non è nelle condizioni di raccontare la propria storia clinica o si trova lontano dal proprio medico, poter consultare allergie, terapie in corso e precedenti ricoveri può fare la differenza.

La sfida, quindi, non è soltanto tecnologica. È soprattutto culturale: trasformare uno strumento già esistente in un’abitudine quotidiana, facendo comprendere che il Fascicolo sanitario elettronico non è soltanto un archivio digitale di documenti, ma un alleato prezioso per la tutela della salute.

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