Ranucci e la discesa in campo. “Non entro in politica ma sono stato corteggiato da tutti. Da Lavitola solo qualche dritta…”

10 Luglio 2026 - 11:00
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Ranucci e la discesa in campo. “Non entro in politica ma sono stato corteggiato da tutti. Da Lavitola solo qualche dritta…”

Ranucci e la discesa in campo. “Non entro in politica ma sono stato corteggiato da tutti. Da Lavitola solo qualche dritta…”

Sigfrido Ranucci smentisce, cambia versione, va all’attacco. Il caso Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato dinamitardo sotto l’abitazione del conduttore di Report, tiene banco su tutti i quotidiani. Spunta un sondaggio commissionato dall’imprenditore-faccendiere pluripregiudicato sulla popolarità il giornalista militante.  Ma Ranucci smentisce di aver saputo e approvato l’operazione per una eventuale discesa in campo sotto le bandiere, neanche a dirlo, del centrosinistra. In una lunga intervista al Corriere della Sera smentisce tutto. “Balle”. Perché allora non ha scoraggiato l’amico a fare il sondaggio? “Lavitola non aveva bisogno che lo scoraggiassi. Sapeva bene che non mi sarei candidato”. Il conduttore della trasmissione su Rai3 sembra impermeabile ai percorsi lineari. Amante dei retroscena, conferma la tesi che la bomba poteva essere un messaggio per interposta persona. 

Ranucci: non scendo in politica, la bomba? Un messaggio per interposta persona

Sì penso ancora si volesse interrompere un flusso di informazioni nei confronti di Report“, dice al Corriere. Quale? “Penso che la più sensata sia quella relativa al servizio che ha riguardato la società Cantiere Navale Vittoria (storica azienda italiana che produce, fra l’altro, motovedette da guerra) della quale si è occupato Daniele Autieri“. La discesa in campo? Ranucci sostiene di essere stato corteggiato da tutti i partiti, ma di non aver ceduto alle lusinghe. “La mia risposta è la stessa data a Francesco Filini di Fratelli d’Italia in una circostanza. Non mi candido perché se mi eleggono mi tocca finire nella commissione di vigilanza Rai”.

“Non ho subito Lavitola, penso di averlo governato”

Ranucci smentisce sdegnato di ricevere pressioni da Lavitola sui servizi giornalistici di Report. Ed è vero che con un viatico di Lavitola si otteneva il silenzio di Report o almeno una linea più soft? “L’illazione che mi fa più male”. Sui rapporti con il faccendiere svicola. “Non penso di averlo subito (Lavitola ndr) ma di averlo governato. Sappiamo che vi è un confine sottile talvolta tra noi e le fonti. Mi chiedeva suggerimenti qualche volta. Ad esempio sul business del carbon credit al quale avevamo dedicato una puntata approfondita che suggeriva di stare in guardia”.

Da Valter solo qualche dritta…

Era un fonte attendibile per Report? Ranucci elenca tre motivi per utilizzare le entrature dell’amico Valter. “Volevo realizzare un’intervista a Marcello Dell’Utri e lui avrebbe potuto dare una mano. Secondo: una certa tenerezza verso questo padre di un figlio con autismo. Lo misi in contatto con mia figlia psicologa per un possibile aiuto. Terzo motivo: una varietà di interessi giornalistici comuni. Peraltro Lavitola, già consulente di Finmeccanica (l’attuale Leonardo, ndr ), ci diede qualche dritta proprio per realizzare quella puntata sui cantieri alla quale accennavo”. Poi contrattacca secondo il suo stile. “Il cellulare di Valter Lavitola compare nelle agendine di tutti i direttori di giornali italiani. E a me fu presentato da Guido Ruotolo (giornalista, fratello dell’eurodeputato Pd) proprio in quel suo famoso ristorante”.

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