Federica Torzullo, la Procura chiede il giudizio immediato per Claudio Carlomagno
La Procura di Civitavecchia ha richiesto il giudizio immediato nei confronti di Claudio Agostino Carlomagno per il femminicidio della moglie Federica Torzullo – avvenuto ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma lo scorso gennaio – aggravato dalla premeditazione e dal rapporto di coniugio, occultamento e vilipendio di cadavere.
Come spiega una nota firmata dal procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori, l’Ufficio del Pm di Civitavecchia ha proceduto all’interrogatorio dell’indagato in ben due distinte circostanze – tre, considerando quello reso innanzi al Gip – “per consentirgli la lettura alternativa delle evidenze probatorie man mano emerse nel corso delle indagini preliminari”. Nel corso degli interrogatori Carlomagno “ha fornito la sua ricostruzione confessando l’omicidio d’impeto di Federica Torzullo, aggravato dal rapporto di coniugio, per ragioni legate alla perdita del figlio minore ma non il femminicidio, e cioè l’eliminazione della vittima perché irremovibile nella decisione già presa: non intendeva continuare a mantenere il legame affettivo e, tra Capodanno e l’Epifania, Federica è passata ai fatti, serrando i tempi e indicando la data del nuovo progetto di vita da separati. Anche gli elementi raccolti successivamente al rinvenimento del cadavere di Federica escludono il dolo d’impeto e ammettono la premeditazione: la confort zone per Carlomagno e la melina messa in campo (‘troverò una sistemazione abitativa alternativa’) avevano i giorni contati.
L’ultimatum ricevuto – si spiega nella nota – non ammetteva repliche: serviva rompere gli indugi eliminando quello che ormai era diventato un ostacolo concreto (Federica aveva fatto e faceva sul serio) con il suo nuovo progetto di vita: avrebbe dovuto lasciare Federica e la casa coniugale rischiando l’affido esclusivo del figlio minore alla madre“. Gli esami specifici condotti (esame autoptico, consulenze forensi e biologiche) collocano la consumazione dell’omicidio la sera dell’8 gennaio e le prime ore del 9 gennaio 2026. Carlomagno è al momento in stato di custodia cautelare, misura ancora in corso e per la quale non è stato proposto incedente al Tribunale del Riesame di Roma.
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