Fentanyl, dal governo no allarmi ma massima attenzione: “Stiamo cercando le falle nel sistema”

07 Luglio 2026 - 17:31
0
Fentanyl, dal governo no allarmi ma massima attenzione: “Stiamo cercando le falle nel sistema”

“Il fenomeno Fentanyl, così come è nato e si è sviluppato negli Stati Uniti, in Italia non esiste; tutto quello che succede negli Stati Uniti, però, prima o poi attraversa l’oceano e rischia di arrivare in Italia, quindi bene fanno le autorità a preoccuparsi”. Massimo Barra, fondatore della Fondazione Villa Maraini non ha dubbi su questo e getta acqua sul fuoco dell’allarme nato dopo il furto di 80 fialette di Fentanyl nell’ospedale israelitico di Roma. Un furto “probabilmente su commissione” e che fa preoccupare, ma che si rivolge, secondo Barra – da più di mezzo secolo impegnato con la sua fondazione nella lotta alle dipendenze – a un mercato, quello italiano, praticamente quasi inesistente. Per ora. Dello stesso avviso anche Elisabetta Simeoni, a capo del Dipartimento Politiche contro le droghe e le dipendenze di Palazzo Chigi: “Ad oggi non abbiamo un’emergenza – chiarisce Simeoni, presente nelle due riunioni straordinarie convocate dal governo dopo il furto delle fialette – “Il sottosegretario Mantovano già dal 2024 ha fatto predisporre un piano nazionale contro l’uso improprio del Fentanyl. Questo piano è diviso in due parti, una che riguarda la prevenzione del fenomeno e una che riguarda l’eventuale gestione del fenomeno”.

La diffusione del Fentanyl, fondamentale nelle terapie oncologiche, cammina su due percorsi: uno legale, gestito attraverso prescrizioni mediche e controlli, e l’altro illegale. Mentre negli States quest’ultimo è dilagante e fa registrare solo nell’ultimo anno circa 100 mila vittime, secondo Barra nel nostro Paese “Non ha preso piede”. “Noi abbiamo avuto varie overdose da oppiacei – chiarisce -. Per un certo periodo abbiamo fatto l’esame delle urine per vedere se nell’overdose c’era Fentanyl e non l’abbiamo mai trovato”. Il rischio però è altissimo e dietro un furto di un medicinale di solito c’è anche una domanda. “Qualcuno l’ha preso e qualcuno che l’ha preso lo rivende sicuramente – continua Barra – È anche un sistema per creare un mercato che non c’è. Se è avvenuto negli Stati Uniti, non c’è nessun motivo per cui non avvenga anche in Italia”. “Probabilmente c’è un mercato – conferma Simeoni – Non sappiamo ancora di che tipo e quindi le forze dell’ordine stanno indagando per questo, ma soprattutto stiamo cercando eventuali buchi del sistema e quindi sono stati potenziati i controlli da parte delle forze dell’ordine”. Il Fentanyl è un medicinale che veniva prescritto come un normale antidolorifico ci si accorse però che creava una dipendenza totale al farmaco. Ben presto fu sottoposto a controlli e prescrizioni, ma ormai negli Usa l’esercito degli “Zombie” era cresciuto a dismisura, alimentando un mercato clandestino e un numero di morti che oggi registra cifre vertiginose: “È dannoso perché è mortale – avverte Barra – Perché la dose minima letale è bassissima ed è facile cascarci. Ogni volta che ti fai, rischi la morte. L’allarme deve essere massimo, però senza esagerare per non creare ansie e paure inutili. A tutti dico di stare in campana. Il problema della droga è il problema del cervello che assume quella droga. E il cervello è possibilmente pieno di ogni tipo di patologia”.

Questo articolo Fentanyl, dal governo no allarmi ma massima attenzione: “Stiamo cercando le falle nel sistema” proviene da LaPresse

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User