Fincantieri rafforza il polo dell’underwater con quattro acquisizioni da 600 milioni
Fincantieri continua a scommettere sul suo Polo Tecnologico della Subacquea. Con un investimento iniziale di circa 600 milioni di euro ha acquisito il controllo di quattro società specializzate nelle tecnologie e nei servizi subacquei: Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm.
L’operazione, finanziata con le risorse raccolte attraverso l’aumento di capitale da 500 milioni concluso a febbraio e con ulteriori mezzi propri, punta a creare un operatore lungo l’intera filiera delle attività sottomarine, dai droni alle telecomunicazioni fino ai servizi offshore.
“Le acquisizioni segnano una trasformazione storica per Fincantieri”, ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale Pierroberto Folgiero. L’annuncio è stato accolto positivamente anche dal mercato: a Piazza Affari il titolo Fincantieri è arrivato a guadagnare oltre il 13%, tra i migliori del listino.
Le quattro acquisizioni
L’operazione riguarda quattro aziende con competenze complementari. Next Geosolutions, quotata su Euronext Growth Milan, è attiva nei rilievi marini, nelle geoscienze e nei servizi di supporto alle costruzioni offshore.
WSense sviluppa sistemi di comunicazione subacquea e tecnologie per l’Internet of Underwater Things, mentre Graal Tech realizza robot e veicoli subacquei autonomi. Defcomm è invece specializzata nei droni di superficie senza equipaggio. Le quattro società saranno integrate nel polo underwater di Fincantieri, che riunirà così otto realtà specializzate lungo l’intera filiera della subacquea.
Un settore strategico
Per Fincantieri l’operazione rappresenta un’accelerazione del piano industriale 2026-2030. Secondo le stime della società, il segmento underwater dovrebbe generare già nel 2026 oltre 1,1 miliardi di euro di ricavi e circa 220 milioni di Ebitda, centrando con quattro anni di anticipo gli obiettivi fissati per il 2030.
A livello di gruppo, le acquisizioni dovrebbero tradursi in un incremento del 13% dell’Ebitda e del 40% dell’utile netto pro forma nel 2026, mentre entro il 2028 è attesa una crescita dell’utile per azione di circa il 30%. Folgiero ha spiegato che le operazioni permetteranno di “accelerare l’esecuzione del Piano industriale”, rafforzando la redditività del gruppo e la presenza in un mercato in cui la componente dual use, civile e difesa, assumerà un ruolo sempre più rilevante.
La crescente attenzione verso il settore subacqueo è legata alla protezione delle infrastrutture critiche e alla sicurezza energetica. Oltre il 99% del traffico Internet mondiale viaggia attraverso cavi sottomarini, mentre fondali e coste ospitano gasdotti, elettrodotti, terminali offshore e impianti per le energie rinnovabili. È quindi in crescita la domanda di tecnologie per il monitoraggio, la sorveglianza e la manutenzione delle infrastrutture, un mercato che Fincantieri stima possa raggiungere un valore complessivo di circa 155 miliardi di euro tra il 2026 e il 2030.
Il meglio deve ancora venire
Nel corso della conference call di questo pomeriggio, Folgiero ha evidenziato inoltre che quella annunciata oggi rappresenta la seconda fase della strategia underwater di Fincantieri. Un percorso avviato nel 2023 con i primi accordi di collaborazione industriale, proseguito con l’acquisizione di Remazel Engineering, seguita nel 2024 da quella di WASS Submarine Systems, quindi con la creazione della business unit Underwater e una serie di partnership tecnologiche che hanno posto le basi per le operazioni annunciate oggi.
“Il meglio deve ancora venire”, ha affermato il manager, spiegando che il gruppo punta a completare un ecosistema industriale capace di coprire l’intera filiera delle attività subacquee. Secondo le stime illustrate agli investitori, il mercato underwater dovrebbe registrare un tasso medio annuo di crescita di circa il 30% nei prossimi anni, sostenuto dalla domanda nei comparti della difesa, delle applicazioni dual use e dei servizi commerciali.
L’articolo Fincantieri rafforza il polo dell’underwater con quattro acquisizioni da 600 milioni è tratto da Forbes Italia.
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