Fiorentina, Vanoli: "Atta out, ecco come sta Mastantuono. Allegri? Sono d'accordo con lui sulla difesa"
Le parole di Vanoli alla vigilia di Fiorentina-Como.
La Fiorentina prova a rialzare la testa dopo la sconfitta a Marassi contro il Genoa.
La formazione toscana è chiamata a una reazione e allo Stadio Artemio Franchi, per la 7ª giornata di Serie A, arriva un avversario come il Como di Cesc Fabregas.
A due giorni dalla sfida, il tecnico della viola Paolo Vanoli ha parlato in conferenza stampa per presentare il match.
COSA FARE E COSA NON FARE CONTRO IL COMO
"Serve fare una bella partita. Dobbiamo migliorare da ogni errori fatti nelle precedenti gare. Siamo all'interno di un processo, contro il Genoa deve essere una lezione. Non dobbiamo guardare le cose negative, tutti parlano di approccio ma io sottolineo anche la reazione che c'è stata".
LE CONDIZIONI DI ATTA E GONCALVES
"Per Atta c'è stato un sovraccarico. Quando rientrerà lo voglio per tutta la stagione, sta continuando a lavorare bene. Mastantuono ha preso una botta ad una mano in cui c'è stata una frattura: i medici sono intervenuti per mettergli una vite ed evitare che diventasse scomposta. Ranieri ha avuto uno schiacciamento di un nervo al piede che andrà valutato. Gonçalves sta bene".
IL PERCORSO CON UNA SQUADRA GIOVANE
"Quando parlo di gioventù non deve essere un alibi. All'interno di questa squadra, non avendo giocatori di tanta esperienza, non si riesce sempre a gestire i momenti della partita. A Genova abbiamo abbiamo fatto goal al 73' e per me potevamo anche vincere. Appena battuto Mastantuono ha tirato un calcio e loro sono stati a terra a lungo. Questi sono i momenti in cui pecchiamo di esperienza. Eravamo in un momento favorevole e gli abbiamo restituito palla. Contro il Napoli uguale: abbiamo preso due traverse consecutive, Njie è andato a terra, il Napoli si è risistemato e noi abbiamo subito goal. Serve avere un processo di crescita. Secondo me il problema non è stato nell'approccio, ma il non capire come approcciare quei primi venti minuti. Ai ragazzi non ho detto di guardare la classifica, ma di giocare con coraggio. La società ci ha detto di voler vedere la squadra nel futuro, non nel presente".
IL COMO DOPO GLI IMPEGNI DI CHAMPIONS LEAGUE
"Guardo ciò che ha fatto e faccio i complimenti alla società e a Cesc. Hanno dato un esempio di una strada indipendentemente dai soldi spesi. Hanno avuto la sfortuna di avere un po' di infortunati, ma io vedo una squadra che gioca con grande consapevolezza, cresciuti nell'autostima. Questo però arriva da un percorso".
ALLEGRI HA DETTO CHE SI E' PERSA UN PO' LA FASE DIFENSIVA
"Sono d'accordo. Ci sono modi e modi di difendere, in Spagna si difende con la palla, qui senza. In questi anni secondo me il nostro difetto è stato quello di restare a metà strada. Ai ragazzi dico che quando si ha la palla è lo stesso un modo di difendere ma non dobbiamo commettere errori tecnici. Su 14 goal presi 10 sono stati a squadra schierata: questo significa essere passivo e non va bene. Mentalmente è una cosa che dobbiamo curare e fare entrambe le fasi con grande intensità".
BRESCIANINI POTEVA TORNARE UTILE A GENOVA?
"Ho la fortuna di avere più titolari e Brescianini fa parte di questi. Io cerco sempre di mettere la squadra migliore. in questo tentativo veloce io devo riuscire a trovare degli equilibri. Brescianini è un giocatore su cui conto molto: ho rispetto per lui, altrimenti l'anno scorso non lo avrei preso".
SU COSA HA LAVORATO IN SETTIMANA
"Alla squadra ho fatto vedere cosa non è andato bene nel primo tempo, non tanto sugli errori individuali, ma il non capire certi momenti della partita. Gli ho fatto vedere il primo goal, è venuto a squadra schierata ma lì parte da un pallone laterale non chiuso dai centrocampisti e lasciato i nostri difensori nell'uno contro uno con i difensori. Però ho mostrato anche tante cose positive della ripresa: l'aspetto caratteriale mi piace tantissimo, chi è entrato è entrato bene e come abbiamo migliorato tantissimo l'attacco dell'ultimo terzo. Ci serve capire che per entrare dentro ci vuole più pazienza e velocità".
LO SCARSO MINUTAGGIO DI GONCALVES
"Ho parlato spesso delle sue qualità, al pari di quelle di Oulai. Ma io devo badare anche all'equilibrio di squadra. Le qualità da sole sono fine a se stesse. Lui è arrivato qua all'ultimo dopo che era stato messo da parte con lo Sporting e ci vuol tempo per rimettersi in condizione fisica. Non voglio farlo correre, ma mettere in risalto le sue doti".
SI STANNO DELINEANDO LE GERARCHIE DAVANTI?
"Avendo una partita a settimana questa gerarchia si andrà a delineare pian piano. Sono due giocatori che comunque mi garantiscono due situazioni diverse e che sicuramente devono migliorare nell'attacco alla porta, che ci devono aiutare un po' di più, ma che sono importanti per questa squadra e che all'occorrenza potranno giocare anche insieme all'interno di una partita".
DE GEA A PARTE, MANCANO LEADER IN SQUADRA?
"A volte in una squadra non c'è un leader e lo dobbiamo diventare tutti insieme. Questo è un processo ancor più lungo. Ho visto l'intervista a Fagioli, quando lui dice 'adesso devo prendermi più responsabilità', ma secondo me ha sbagliato a capire cosa siano queste responsabilità. A lui non chiedo di salvare questa squadra, ma di giocare ancor più semplice. All'interno di questa squadra nessuno ti fa vincere le partite da solo, ma è il gruppo il leader quando non ne hai uno. Poi giocatori come De Gea e Pongracic - l'unico della Fiorentina ad aver fatto un Mondiale - possono aiutarci".
COME STA VIVENDO IL RITORNO A FIRENZE
"Sto di merda quando perde, a volte cerco di nasconderlo perché ho una squadra giovane. Io sono tornato con una voglia tremenda di far bene e per questo mi sento tanta responsabilità nei nostri tifosi. A loro non chiedo pazienza, chiedo equilibrio. Non sono qui per prendermi rivincite, ma perché credo tantissimo in questa squadra. L'anno scorso ve lo dissi subito che l'obiettivo era la salvezza, quest'anno invece credo molto in questa rosa. Elmetto? Quando mi vedrete in smoking, sarà il momento in cui non farò più l'allenatore".
PONGRACIC
"E' tornato dai Mondiali senza preparazione. In questa pausa non doveva essere chiamato, ma ha giocato 45 minuti in tre settimane. La sua forza, oltre alla tecnica, è la fisicità. Ha fatto lavori extra perché in qualche modo lo devo recuperare prima. Adesso sta ritornando il Pongracic che avevo lasciato".
FRANCHI SOLD OUT CONTRO IL COMO
"I tifosi sono una parte speciale di questa squadra. Questa squadra la vedo molto legata a Firenze, i giovani hanno voglia di dimostrare e di trascinarli".
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