Fondazione Cariplo approva il bilancio 2025: a Varese quasi 5 milioni di euro per 48 progetti

Nel 2025 Fondazione Cariplo ha sostenuto 1.265 progetti con un’attività filantropica complessiva di oltre 187,2 milioni di euro, in crescita rispetto ai 164,5 milioni del 2024. Sul fronte patrimoniale, l’esercizio si è chiuso con un avanzo di 353,9 milioni di euro e un patrimonio a valore di mercato che al 31 dicembre 2025 ammontava a 13,049 miliardi di euro.
Alla provincia di Varese sono stati assegnati 48 contributi per oltre 4,9 milioni di euro. Le risorse si distribuiscono tra arte e cultura (20 contributi, 1,1 milioni), servizi alla persona (14 contributi, 1,4 milioni), ricerca scientifica (2 contributi, 0,2 milioni) e ambiente (3 contributi, 0,1 milioni). A queste si aggiungono le cosiddette sfide trasversali — un settore che comprende i contributi alle Fondazioni di Comunità, le iniziative per il rafforzamento delle comunità locali e i progetti emblematici — con 9 contributi per circa 2,1 milioni di euro.
Carlo Massironi, membro della Commissione Centrale di Beneficenza per la provincia di Varese, sottolinea come «nel 2025 l’intervento di Fondazione Cariplo a Varese si distingua per l’ampiezza e la continuità del sostegno nei settori culturale e sociale. I numeri indicano una progettualità diffusa, radicata nel territorio. Un investimento che consolida esperienze mature e ne accompagna l’evoluzione futura». Sarah Maestri, anche lei membro della Commissione Centrale di Beneficenza per la provincia di Varese, aggiunge che «il valore dell’azione sul territorio varesino sta nella capacità di intercettare bisogni emergenti e di sostenere reti locali attive e competenti. Accanto ai progetti settoriali, le iniziative comunitarie rafforzano la dimensione partecipativa. Un lavoro che mette al centro le persone e le relazioni». Giuseppe Banfi, membro della Commissione a sua volta, conclude: «l’equilibrio tra cultura, sociale e ricerca restituisce l’immagine di un territorio dinamico, capace di intrecciare competenze e ambiti diversi in una visione comune. Gli interventi si traducono in azioni concrete, mirate a rispondere ai bisogni locali e a valorizzare il potenziale esistente».
A livello nazionale, le risorse sono state distribuite lungo quattro linee di mandato. La prima, “Creare valore condiviso”, ha assorbito 68,8 milioni di euro per 567 progetti, tra cui interventi contro i cambiamenti climatici, iniziative culturali per la valorizzazione di luoghi abbandonati e il sostegno alle 16 Fondazioni di Comunità presenti in Lombardia e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, con 49 contributi per oltre 25 milioni. La seconda linea, “Ridurre le disuguaglianze”, ha destinato 27,9 milioni a 244 progetti, tra housing sociale, benessere psicologico di bambini e giovani, contrasto alle povertà e iniziative per anziani e minori non accompagnati. La terza, “Allargare i confini”, ha impegnato 18,6 milioni per 51 iniziative, inclusi 14 progetti di ricerca sulle malattie rare e 10 di cooperazione internazionale. La quarta, “Creare le condizioni abilitanti”, ha sostenuto 172 iniziative per oltre 22,4 milioni, con un focus particolare sulla ricerca e sui giovani ricercatori.
Il 2025 ha visto anche l’avvio di tre programmi trasversali: ZeroNeet, per il contrasto al fenomeno dei giovani che non studiano e non lavorano; Destinazione Autonomia, per le persone con disabilità; e Anita – Infanzia prima, per il sostegno all’infanzia. Complessivamente questi programmi hanno ricevuto oltre 19,3 milioni di euro.
Sul fronte della governance, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato il nuovo Statuto della Fondazione. La principale novità riguarda l’estensione del mandato della Commissione Centrale di Beneficenza e del Presidente da quattro a sei anni, con scadenza al 2029, mentre la durata del mandato del Consiglio di Amministrazione viene ridotta da quattro a tre anni.
«Abbiamo di fronte problemi sempre più grandi e complessi, ma abbiamo anche la consapevolezza di poter contare su una rete di organizzazioni e di istituzioni che hanno a cuore il bene delle persone, soprattutto di quelle più fragili», ha commentato il presidente Giovanni Azzone. «Ci attendono altri mesi difficili, gli scenari geopolitici indicano una ricaduta per i prossimi mesi ed anni. Ma come abbiamo ribadito già all’inizio di quest’anno: abbiamo l’obbligo di credere ancora nel futuro, e di non perdere la speranza. Il 2025 è stato un altro anno impegnativo nel contrasto alle disuguaglianze crescenti. Il risultato è ragguardevole, ma sappiamo che dobbiamo e vogliamo fare di più. Non si può rimanere a guardare davanti a ciò che sta succedendo».
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