L’Occidente avanza: dalla Comunità politica europea riunita in Armenia parte una sfida a Putin

Maggio 04, 2026 - 14:09
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Bruxelles – Il futuro dell’Unione europea si discute nel cuore degli interessi della Russia. La Comunità politica europea (CEP) che si riunisce in Armenia è tutt’altro che un dettaglio: l’UE vuole lanciare un messaggio chiaro al presidente russo, Vladimir Putin, per dire che l’occidente avanza, che fa sul serio, e che l’Asia centrale non è più una zona di influenza esclusiva di Mosca.

L’Armenia è membro dell’Unione economica euro-asiatica (UEE), l’organizzazione internazionale che include anche Bielorussia e Kazakistan, ma l’Armenia fa anche parte dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva (OTSC), alleanza militare e di difesa che vede sempre la Russia come Paese capofila e l’adesione di Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. L’Unione europea con i partner della CEP irrompe dunque con una forza tutta nuova in una zona di mondo dove gli interessi geo-strategici russi sono noti e dichiarati.

Le scelte non sono casuali: l’UE ha iniziato a investire politicamente nelle relazioni con l’Armenia attraverso gli accordi di cooperazione bilaterale del 2017 (in vigore dal 2021), e questo impulso ha trovato nuovo slancio nel governo di Yerevan che ha scelto di aderire all’UE. Oltretutto, il conflitto armato tra Armenia e Azerbaijan per il controllo del Nagorno-Karaback, ha dato modo al governo armeno di riconsiderare la partecipazione alle organizzazioni guidate da Mosca: la Russia non è intervenuta per difendere l’Armenia dalle operazioni azere, minando il fiducia in Mosca e il funzionamento del sistema di alleanze voluto da Mosca all’indomani della dissoluzione dell’Unione sovietica. Questo ha spinto l’Armenia a guardare a ovest, e l’UE prova a cogliere il momento.

Gas, diritto internazionale e alleanze regionali: ecco perché l’Ue può e farà poco in Nagorno-Karabakh

Il gas dell’Azerbaijan, l’UE per l’Armenia

L’Unione europea non ha potuto fare molto per la questione del Nagorno-Karabakh, ma ciò non ha impedito di operare due scelte e agire su due fronti: da una parte stringere relazioni con l’Azerbaijan per il gas che a differenza dell’Armenia può essere fornito per affrancarsi dalle forniture russe, e dall’altra parte offrire una prospettiva comunitaria all’Armenia come contropartita. Un formula che potrebbe essere mutualmente vantaggiosa, con ritorni per tutte le parti in gioco: l’UE strapperebbe zone d’influenza a Mosca, l’Armenia si troverebbe al sicuro sotto l’ombrello europeo, l’Azerbaijan in questo modo può continuare ad avere i piedi in due staffe.

Gli avvertimenti di Putin

Le mosse armene non passano inosservate. Al contrario, in occasione dell’incontro bilaterale del 3 aprile il presidente russo Vladimir Putin ha avuto modo di ricordare al primo ministro armeno Nikol Pashinyan come “dovrebbe essere ovvio e onestamente dichiarato in anticipo che l’adesione a un’unione doganale sia con l’Ue che con l’Unione economica eurasiatica è impossibile”. Puntualizzazioni offerte un mese fa, con ampio anticipo rispetto al meeting di oggi (4 maggio).

Con una guerra ancora in corso in Ucraina l’apertura di nuovi fronti appare poco praticabile, ma Mosca ha sempre pronta l’arma energetica: in questo momento la Russia vende gas all’Armenia a prezzi molto più bassi rispetto ai costi europei (177,5 dollari per mille metri cubi in Armenia, oltre 600 dollari per mille metri cubi in Europa). Una differenza “sostanziale” che il leader del Cremlino non ha mancato di far notare all’Armenia.

Europa avanti, con la NATO e il nodo Turchia

L’Europa non fa una piega e sfida apertamente Putin in quello che il presidente russo considera il cortile di casa, dove porta anche il Canada, Paese non europeo ma membro attivo della NATO. E’ l’occidente che avanza, preoccupando il dittatore russo che se ne lamentò già dal 2007 , in occasione della conferenza internazionale sulla sicurezza di Monaco. Con la Turchia vero punto interrogativo di questa voglia europea di includere l’Armenia.

Le relazioni turco-armene sono storicamente tese e complesse. Gli armeni accusano i turchi di genocidio, con un parte dell’UE che condivide questa lettura storica. Un’inclusione degli armeni nell’UE rischia di alienare le simpatie per l’UE della Turchia. Con gli Stati Uniti che minacciano di uscire dalla NATO e la Turchia secondo contingente dell’Alleanza atlantica il terreno rischia di diventare scivoloso.

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