Fondi europei, Fontana rilancia da Roma: “Ripristinare le risorse e lasciare la programmazione alle Regioni”

Maggio 13, 2026 - 15:41
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Fondi europei, Fontana rilancia da Roma: “Ripristinare le risorse e lasciare la programmazione alle Regioni”
Attilio Fontana

Dopo la trasferta a Bruxelles di fine marzo, la Regione Lombardia porta a Roma la battaglia contro i tagli e la centralizzazione dei fondi europei. Il presidente Attilio Fontana ha incontrato oggi il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti, nell’ambito di un vertice con i presidenti delle Regioni e delle Province autonome dedicato alla posizione italiana sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034.

Il fronte aperto è lo stesso da settimane: l’architettura proposta dalla Commissione europea ridurrebbe gli importi disponibili per i territori e riorganizzerebbe la governance dei fondi accentrandone la gestione a livello nazionale. Una prospettiva che le Regioni, con la Lombardia in prima linea, contestano da quando il dossier è stato messo sul tavolo a Bruxelles.

Nell’incontro romano Fontana ha chiesto al Governo di pretendere dall’Unione europea il ripristino delle dotazioni del settennato in corso, in particolare per coesione e Politica agricola comune. «Il Governo deve insistere affinché l’Europa ripristini gli importi messi in campo nel precedente settennato, evitando la riduzione dei fondi di coesione e dei fondi PAC sull’agricoltura», ha dichiarato il governatore.

Nel mirino c’è poi un punto specifico, finora rimasto più sullo sfondo: la gestione del programma Horizon, il principale strumento europeo per ricerca e innovazione. «La Commissione Europea ha deciso di tenersi le mani libere distribuendo i finanziamenti del fondo Horizon a chi vorrà e quando vorrà — ha attaccato Fontana —: questo è inaccettabile e contrasta con ogni principio di serietà ed equità».

Il secondo nodo è quello della programmazione, già al centro della missione lombarda a Bruxelles del 25 marzo, quando Fontana e il sottosegretario con delega alle Relazioni internazionali ed europee Raffaele Cattaneo avevano contestato l’ipotesi di accorpare coesione e agricoltura in un unico piano nazionale-regionale. «È fondamentale che la programmazione dei fondi e la conseguente decisione degli interventi da attuare resti in capo alle Regioni – ha ribadito il governatore -: anche su questo punto abbiamo chiesto al ministro Foti e dunque all’Esecutivo di insistere».

La novità è una richiesta subordinata, che apre uno scenario di ripiego nel caso il negoziato con Bruxelles non porti a un cambio di impostazione: «Se l’Europa non cambierà impostazione, chiediamo che il Governo lasci comunque ai territori la possibilità di intervenire su come e dove investire le risorse a beneficio dei nostri cittadini e del nostro tessuto economico». Un modo per dire che, qualora il modello centralizzato passasse a livello comunitario, la partita si sposterebbe sul piano italiano: a decidere quanta autonomia lasciare alle Regioni sarebbe a quel punto il Governo nazionale.

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