Fondi per la metro, il Mit: “Sbagliato parlare di definanziamento, il Comune potrà fare richiesta sul riparto”

Maggio 17, 2026 - 17:59
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Fondi per la metro, il Mit: “Sbagliato parlare di definanziamento, il Comune potrà fare richiesta sul riparto”
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Genova. Si alza la temperatura sul ritiro dei finanziamenti alle opere di prolungamento della metropolitana di Genova (Certosa-Rivarolo e Brignole-piazza Martinez). Ma dopo l’alzata di scudi della giunta Salis e dei politici del campo largo, in primo luogo Pd e M5s (che annunciano interrogazioni in parlamento e in consiglio regionale), il Mit dirama una nota di chiarimento per provare a calmare gli animi. Si capirà nelle prossime ore, con quale risultato.

Secondo il Mit, ministero a traino leghista con il titolare Matteo Salvini e il suo vice Edoardo Rixi, è scorretto parlare di definanziamento: i soldi, in tutto 74,5 milioni, non sono stati sottratti deliberatamente ma ritirati sulla base delle regole del fondo Infrastrutture destinato alla realizzazione di sistemi di trasporto rapido di massa.

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha applicato le nuove disposizioni del fondo Infrastrutture che prevedono criteri aggiornati per l’utilizzo delle risorse pubbliche. In base alle nuove regole, i finanziamenti non possono rimanere assegnati in assenza del raggiungimento dell’obbligazione giuridicamente vincolante, Ogv, entro i termini previsti. Con questa espressione si intende il momento in cui l’amministrazione assume un impegno giuridico definitivo e irreversibile, normalmente attraverso la stipula di un contratto d’appalto o di una convenzione, che rende l’obbligo di spesa formalmente esigibile. L’intervento relativo alla metropolitana di Genova non risulta escluso dal finanziamento – sottolineano dal Mit – l’opera potrà essere ripresentata nell’ambito dei successivi riparti annuali del Fondo, con l’eventuale aggiornamento del quadro economico e della documentazione progettuale. Il ministero conferma la disponibilità a valutare la richiesta nell’ambito delle procedure ordinarie di programmazione delle risorse“.

Il meccanismo è simile a quello che era scattato anche per lo stop ai finanziamenti allo Skymetro. Ma nel caso della metropolitana l’interesse dell’amministrazione comunale è quello di continuare a portare avanti l’opera di prolungamento.

Il Comune di Genova, in teoria, potrebbe quindi riproporre l’intervento con un quadro economico aggiornato, ad esempio, all’aumento dei costi delle materie prime o per il personale.

Ma c’è un ma: Tursi dovrà assicurare l’integrazione della copertura con altre risorse per fare in modo che venga considerato prioritario attribuendo, se il fondo Infrastrutture ha capienza, il contributo originario. Al contrario, senza risorse aggiuntive da parte del Comune, la richiesta sarà valutata assieme a tutte le altre istanze.

A lanciare l’allarme sul venire meno dei 74,5 milioni, nei giorni scorsi, parlando di “fatto di una gravità gigantesca“, era stato l’assessore comunale alle Infrastrutture Massimo Ferrante durante la commissione consiliare convocata a Tursi per fare il punto sulle attuali estensioni, Brin-Canepari e Brignole-Martinez, i cui lavori dovrebbero entrare a pieno regime quest’estate con fine prevista rispettivamente nel 2027 e 2028.

A perdere i finanziamenti sarebbero il futuro tratto di metropolitana con capolinea nei pressi di piazza Pallavicini, costo previsto 64,1 milioni, il cui progetto sta per essere approvato in conferenza dei servizi, e le opere accessorie della stazione nel cuore di San Fruttuoso: il parcheggio di interscambio da 120 posti e il collegamento pedonale con tapis roulant per il ponte di Terralba e l’omonima piazza. Senza queste dotazioni, che valgono 10,3 milioni, la fermata funzionerebbe ugualmente (e non sarebbe pregiudicata nemmeno la futura estensione verso San Martino) ma diminuirebbe l’utilità per il quartiere.

Intanto Luca Pirondini, genovese e capogruppo del M5s al Senato, ha annunciato che presenterà un’interrogazione al ministro dei Trasporti Matteo Salvini: “Scelta inaccettabile che i genovesi non meritano, non si possono cancellare opere strategiche così importanti per la cecità burocratica del governo”. In consiglio regionale sarà invece il consigliere Pd ed ex presidente del municipio Valpolcevera Federico Romeo a chiedere a Bucci di fare pressing sul governo: “Dopo anni di cantieri, disagi per residenti e commercianti, promesse e lavori andati avanti tra ritardi e difficoltà, il Governo decide di fermare tutto, penalizzando ancora una volta Genova e i genovesi”. Anche il Comitato Liberi cittadini di Certosa alza la voce e annuncia mobilitazioni.

Sul caso il commento del gruppo della Lega in consiglio comunale: “Sorprende vedere come, anche di fronte a norme tecniche chiare e uguali per tutti, qualcuno scelga ancora una volta la strada della polemica anziché quella della responsabilità istituzionale – si legge in una nota – le infrastrutture strategiche si realizzano con serietà amministrativa, capacità di programmazione e dialogo costante con le istituzioni nazionali, non attraverso campagne vittimistiche utili soltanto a nascondere ritardi e difficoltà gestionali. Oggi serve meno propaganda e più capacità di governare i processi, nell’interesse concreto della città e dei cittadini”.

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