Fope chiude il primo semestre a 56,8 mln (+32%). Ebitda a 14,8 mln

07 Ottobre 2026 - 15:00
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Fope chiude il primo semestre 2026 col segno più, con ricavi netti consolidati in crescita del 32% a 56,8 milioni di euro. Il gruppo orafo di Vicenza, quotato su Euronext Growth Milan, attribuisce l’andamento positivo allo sviluppo sia dei mercati principali sia di quelli emergenti. Nello specifico, mercati principali sono le Americhe e l’Europa, trainata da Germania e Regno Unito. Quelli emergenti sono invece Giappone, Corea del Sud e Sud-Est asiatico, su cui si concentrano la strategia di espansione internazionale e gli investimenti – è recente l’apertura di un primo monomarca a Hong Kong. Secondo la società, la crescita resta significativa anche considerando l’aumento medio dei listini applicato nei primi mesi dell’anno per effetto del rincaro dell’oro. L’azienda però non quantifica l’impatto dei prezzi sui volumi.

Proseguendo, l’ebitda della maison gioielliera vicentina si attesta a 14,8 milioni di euro, in aumento di 4,2 milioni rispetto ai 10,6 milioni del primo semestre 2025. L’ebitda margin sale invece al 26,1% dal 24,6%, mentre l’ebit raggiunge i 13,3 milioni (9,1 milioni un anno prima), dopo ammortamenti per 1,5 milioni, rimasti invariati. L’utile netto passa da 5,6 a 9,4 milioni di euro, dopo imposte per 3,7 milioni (2,3 milioni l’anno precedente). Sul risultato pesano meno gli oneri finanziari netti, scesi a 0,2 milioni da 1,2 milioni.

“Il percorso di ulteriore rafforzamento del posizionamento distintivo del nostro brand nel panorama internazionale del lusso si riflette nei risultati del primo semestre, a conferma della solidità delle strategie di sviluppo che stiamo portando avanti”, ha dichiarato nella nota dei conti Diego Nardin, CEO di Fope. “Tutti i mercati hanno risposto positivamente alle nostre attività commerciali e agli investimenti programmati: sia quelli in cui il brand ha storicamente una presenza consolidata, come Europa e Stati Uniti, sia quelli per noi emergenti, tra cui Giappone, Corea del Sud e Sud-Est asiatico. L’aumento dei volumi di vendita e dei margini primari ha avuto un impatto positivo sui costi generali di struttura, consentendoci di raggiungere i livelli di ebitda attesi. Il secondo semestre si è aperto con segnali incoraggianti, con un portafoglio ordini in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e in linea con le previsioni di budget. Questo ci permette di confermare l’attesa di un risultato positivo a fine esercizio”.

E ancora, al 30 giugno la posizione finanziaria netta di Fope è positiva per 9,9 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto ai 10 milioni di fine 2025. Il flusso di cassa operativo sale a 9,2 milioni (6,3 milioni nel primo semestre 2025), mentre gli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali ammontano a 3,4 milioni (1,6 milioni un anno prima). Il patrimonio netto scende invece a 48,4 milioni dai 57,6 milioni del 31 dicembre 2025. La variazione si deve principalmente alla riserva di copertura dei flussi finanziari, negativa per 5,2 milioni contro un saldo positivo di 7,5 milioni a fine anno, e alla distribuzione di dividendi per 5,98 milioni. Capitale sociale e riserve salgono invece a 53,6 milioni dai 50,1 milioni di fine 2025.

Infine, per l’esercizio in corso, il gruppo prevede volumi di vendita in aumento rispetto al 2025 e un risultato positivo. Mantiene però un approccio prudente, alla luce delle possibili evoluzioni del contesto macroeconomico e geopolitico, con riferimento ai conflitti tra Russia e Ucraina e tra Israele e Palestina. Secondo la società, i risultati commerciali dei mesi successivi alla chiusura del semestre confermano queste previsioni.

Ad agosto il gruppo ha inoltre annunciato la costituzione di Fope France Sas, controllata al 100% da Fope Spa, con sede a Parigi e dedicata allo sviluppo commerciale del mercato francese. La nuova società si aggiunge alle filiali già attive negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Giappone. Il suo compito è sostenere la distribuzione selettiva delle collezioni con attività commerciali, di marketing e di comunicazione dedicate. “La Francia è un mercato chiave del lusso internazionale e disporre di una struttura diretta ci consente di cogliere le opportunità e costruire relazioni più efficaci con clienti che apprezzano qualità, esclusività e identità del prodotto”, ha concluso Nardin.

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