Forza Italia, conti in attivo e oltre 3 milioni di donazioni: dai pomodori pelati al cinema, le imprese che sostengono gli azzurri

Conti in attivo per Forza Italia, che chiude il bilancio 2025 con un avanzo di circa 3 milioni riducendo la zavorra dei debiti accumulati negli anni precedenti. Merito anche dei finanziatori, che hanno contribuito con oltre 1,2 milioni sul fronte delle aziende e per oltre 2 milioni su quello delle persone fisiche, privati cittadini ed eletti.
Il bilancio 2025 di Forza Italia: conti in attivo e donazioni milionarie
I contributi sono arrivati da aziende di natura disparata, dal nord come dal sud. Si va dal servizio lavanderia al cinema, dal packaging alimentare alle bevande, passando per i pelati di pomodoro. In totale nelle casse azzurre sono arrivati 1 milione 202mila 500 euro, versati da 81 aziende.
Il contributo delle aziende, dai pomodori pelati al cinema
Sfogliando l’ultimo bilancio, quello chiuso al 31 dicembre scorso e ora pubblicato sul sito del partito, si scopre infatti che tra le «contribuzioni in denaro pervenute da persone giuridiche» ci sono 59 imprese che hanno sborsato 1 milione 155mila euro a cui ne vanno aggiunte altre 22 che hanno dato il loro “contributo alla causa” per un totale di 47mila euro attraverso «erogazioni non superiori al limite di 3 mila euro».
Chi ha versato di più
Secondo la normativa sui finanziamenti ai partiti, l’importo massimo in un anno non può superare il tetto dei 100mila euro. Agli azzurri, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Adnkronos, è arrivato il massimo contributo da tre imprese: la IPI S.p.a. di Arzano, in provincia di Napoli, che produce packaging alimentare e fa capo all’ex presidente di Confindustria Antonio D’Amato; Sviluppo Uno Srl, una holding amministrata dall’imprenditore campano Nicola Arnone, patron dell’acqua Lete e Sorgesana, che controlla la Società generale acque minerali, e Gskd Bespoke Services srl del finanziere tunisino Kamel Ghribi, attuale vicepresidente del Gruppo San Donato, colosso della sanità privata lombarda.
Da registrare poi un versamento di 60mila euro da parte della Wave srl, società di movimento merci, sanificazione e pulizie di Buccinasco, in provincia di Milano, che appartiene a Matteo Abbagnale; il contributo di 30mila euro della Gemmo S.p.a con socio unico, con sede ad Arcugnano, in provincia di Vicenza, azienda attiva nel settore delle infrastrutture e dell’energia; con 25mila euro figura I.B.G. S.p.a. Società Benefit, leader nel settore del food and beverage, gestita dall’imprenditore Rosario Caputo, che produce e commercializza nel Mezzogiorno d’Italia i brand Pepsi.
A rimpinguare le finanze di FI ci pensano pure la Cinema fiction, società di formazione e produzione cinematografica con sedi a Napoli e Roma (12mila euro), la Service Laudry srl con 10mila euro, la Gravina conserve srl, che produce pomodori pelati. Settantamila euro, invece, sono arrivate dalla TCI- Telecomunicazioni Italia srl, di proprietà dell’imprenditore e politico Gianfranco Librandi, nel novembre 2024 approdato in Fi (è vicecoordinatore regionale in Campania) con il suo movimento “L’Italia c’è”.
Oltre 2 milioni da privati cittadini ed eletti
Numeri alla mano, FI ha raccolto complessivamente 3 milioni 269mila 153 euro di donazioni, di cui 1,2 milioni sono stati messi a disposizione dagli imprenditori, le cosiddette persone giuridiche, mentre i restanti 2 milioni 66mila 653 euro sono pervenuti dalle persone fisiche: privati cittadini ed eletti, quindi parlamentari, eurodeputati e consiglieri regionali (Tajani ha dato 10mila 800 euro). Oltre un milione
Il sostegno della famiglia Berlusconi
Discorso a parte meritano gli eredi di Silvio Berlusconi: pure nel 2025, con 100mila euro a testa, i cinque figli del Cav – Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi – risultano i principali finanziatori azzurri. In soccorso delle casse forziste non manca l’apporto di Paolo, fratello dell’ex premier (sempre con 100mila euro) e l’ex compagna del fondatore del centrodestra, la deputata Marta Fascina, che è solita staccare un assegno della stessa cifra. Di fatto, con il contributo di Fascina arriva a quota 700mila euro l’apporto economico della famiglia del leader azzurro.
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