Fra polemiche e tensioni l'Iran fa 2-2 con la Nuova Zelanda. Ghalenoei: "Siamo la nazionale più oppressa della storia"

16 Giugno 2026 - 08:53
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La gara più attesa dell'intero Mondiale a livello di sicurezza e attenzione mediatica riserva tanto spettacolo in campo nonostante quale tensione fuori.

C'era un'aspettativa e soprattutto un'attenzione enorme attorno alla prima gara dell'Iran in questi Mondiali 2026 che si stanno disputando fra Messico, Canada e Stati Uniti. La guerra proprio fra gli USA e il paese mediorientale, con la pace firmata da Donald Trump e il regime iraniano, a poche ore dall'inizio della gara, che non è bastata a stemperare una tensione che sembrava crescente. Tensione registrata anche e soprattutto per le difficoltà logistiche incontrate dalla formazione capitanata dall'ex-Inter Mehdi Taremi contestata anche sotto l'albergo di Los Angeles raggiunto soltanto all'ultimo per i noti problemi ai visti di ingresso negli States dei propri dirigenti.


Alla fine in campo ha vinto lo spettacolo con la Nuova Zelanda che non ha scelto di fare da starring partner e, anzi, con la doppietta di Just ha costretto l'Iran a rincorrere per due volte fino al 2-2 finale.


I FISCHI E LE BANDIERE PRE-AYATOLLAH

Al SoFi di Los Angeles il clima si è scaldato in fretta, ma prima del fischio d'inizio non sono mancate le tensioni. In mezzo al campo, come accade dall'inizio delle gare Mondiali, campeggiava infatti la gigante bandiera iraniana con al centro il simbolo del regime che tantissimi tifosi iraniani presenti hanno contestato.


Nonostante il divieto, infatti, moltissimi tifosi, facenti parte di una delle minoranze più popolose della città losangelina, hanno scelto di presentarsi allo stadio con la vietata (dalla Fifa) bandiera della monarchia pre-rivoluzionaria. Qualche episodio di tensione si è registrato sugli spalti, così come i fischi, contrastati da molti applausi, al momento dell'inno nazionale.

LA GARA

Lo spettacolo offerto in campo, fortunatamente, ha spento ogni dissenso con la Nuova Zelanda che ha messo in mostra il talento di Just che, su assist del veterano Wood, dopo 7' ha battuto Beiranvand. Wood ha addirittura sfiorato il raddoppio, ma il pericolo corso ha svegliato l'Iran con Rezaeian bravissimo a pochi minuti dall'intervallo a fiondarsi su una palla spizzata di testa e ad anticipare d'esterno l'uscita del portiere per l'1-1.


Nella ripresa gli All Blacks passano di nuovo in vantaggio con la doppietta personale di Just - che in patria hanno ribattezzato il "kiwi Messi" - sempre sull'asse-assist di Wood, ma la reazione iraniana non si è fatta attendere. Taremi stampa sul palo il destro dal limite a Crocombe battuto, ma al 64' è Mohebi a svettare di testa su cross di Rezaeian a siglare il 2-2 che regge fino alla fine.



LA POLEMICA DI GHALENOEI

Inevitabile a fine gara una battuta polemica in conferenza stampa del ct iraniano Amir Ghalenoei che, tralasciando la partita, ha voluto sottolineare il trattamento subito dai suoi ragazzi in questo inizio di Mondiale.


"In questa conferenza stampa, non so se stiamo parlando della partita, ed è piuttosto ironico. I piani della nostra squadra sono stati decisi altrove. Avremmo dovuto arrivare a Los Angeles due notti prima della partita, ma ci è stato impedito. E poi, avevamo programmato di essere qui stasera, recuperare e tornare domani. Ci è stato negato il permesso, e non so se ne abbiamo il coraggio. Ecco perché direi che la nazionale iraniana è forse la squadra più oppressa nella storia del calcio internazionale. Il presidente della federazione non è qui. Il team manager non è qui. Il responsabile della gestione interna della squadra non è qui. I media non sono qui. Per come siamo stati trattati, sia al nostro arrivo in ritardo che prima e dopo la partita, penso che la situazione si stia complicando ogni giorno di più".

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Redazione Eventi e News

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