Francesco Calvo: "Alla Juventus più numeri che persone. Chiellini unica salvezza. Agnelli aveva capito tutto 10 anni in anticipo"
L'ex dirigente della Juventus ha attaccato il modello che sta portando avanti la società bianconera indicando in Giorgio Chiellini l'unica ancora di salvezza.
Francesco Calvo da ormai più di un anno non è più il CFO della Juventus, ma il manager italiano si è subito ri-accasato diventando President of Business Operations, praticamente un amministratore delegato area corporate dell'Aston Villa con cui ha vinto l'Europa League e fatto felice il tifoso più importante dei Villans, il principe William.
Intervistato dal Corriere della Sera l'ex-dirigente ha puntato il dito contro la gestione attuale della Juventus, lanciando allo stesso tempo un allarme importante e anche l'idea che ci sia un'unica speranza rappresentata da Giorgio Chiellini.
"Quando il West Ham comprò Ogbonna, una piccola che sfilava un titolare o quasi alla Juve, al quarto scudetto consecutivo, Andrea (Agnelli, ndr) ci guardò e disse: “Oggi sta cambiando il calcio”. Solo che tutti se ne accorgono solo adesso
IL DERBY E IL TIFOSO FERITO
"Che tragedia i feriti e che vergogna gli incidenti del derby, con ultrà che provano a decidere se si gioca o no. Qui ogni partita vengono espulsi sei, sette tifosi, per consumo di droga, perché fumano nei bagni, qualche tempo fa, per una foto a una raccattapalle. Non solo al Villa Park, in qualunque stadio: c’è un numero verde per segnalare comportamenti scorretti. E se ci sono episodi di violenza, la polizia entra e arresta i responsabili. Ma funziona così da anni e, quindi, c’è una cultura diversa".
IL CALENDARIO
"A differenza della serie A, in Premier si tengono cinque assemblee in un anno, contro le 20-30 in Italia: e non ci sono sempre i soliti noti che vogliono decidere tutto, ma esistono commissioni, in cui ci sono club e non altri, di cui tutti si fidano però. Il calendario a Premier lo fa e non lo cambia neppure sotto tortura. C’è meno interventismo: l’eccezione è giocare la domenica, non ci sono partite in notturna e non tutte vanno in diretta sulle tv inglesi
PROGETTI E SPONSOR
"Qui c’è molto meno isterismo sugli allenatori, in generale ovviamente: Guardiola dieci anni al City, Klopp nove al Liverpool, da noi Emery inizierà la quarta stagione. La stabilità ti permette di costruire e creare dei cicli di successo. A livello finanziario gli sponsor guardano il progetto e c’è maggior sostegno da parte delle aziende nazionali, tipo il modello tedesco: in Italia, tante società non puntano sulle sponsorizzazioni perché vedono il calcio divisivo".
IL FAIR PLAY UEFA AIUTA SOLO LE BIG
"Come abbiamo vinto nonostante il fair play Uefa? Lavorando duro, perché le regole Uefa sono un enorme limite, scritte con i grandissimi club: aiutano a preservare lo status quo, invece che aiutare i “piccoli” a diventare grandi. Per dire, il Como è già fuori dalle regole, che noi abbiamo sforato due anni fa".
JUVE E MILAN FUORI DALLA CHAMPIONS
"Milan e Juve fuori dalla Champions? È un po’ il calcio che cambia, ma hanno dimostrato di sapersi riprendere. Credo però che per il nostro calcio sia ormai una situazione irreversibile: i club che conti sulle dita di una mano hanno ormai dimensioni (di ricavi) troppo grandi. Non è un problema di Juve e Milan, ma del calcio italiano. I giocatori sognano la Premier o i grandi club spagnoli, compreso l’Atletico".
ALLA JUVE PIÙ NUMERI CHE PERSONE
"Agnelli, Paratici, Marotta, Conte, mi hanno insegnato tutto quello che so: da ognuno, nel proprio campo, ho ascoltato e imparato, la disciplina, le dinamiche del calcio, le ambizioni. La Juve che ho vissuto è sempre stata una famiglia, ora mi sembrano più numeri che persone. Una speranza per i tifosi? Giorgio Chiellini: deve esserci qualcuno che ha la Juve nel sangue"
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