Garlasco, Sempio: video di Chiara e follia. Appostamento, omicidio e fuga dalla nonna insanguinato. Piano sgangherato
Il delitto di Garlasco è un caso giudiziario sempre più ingarbugliato. Nonostante una condanna in via definitiva per Alberto Stasi, la nuova inchiesta ha ribaltato totalmente il quadro. Per i pm non sarebbe stato il fidanzato a uccidere Chiara ma l’amico del fratello. Il movente? Un presunto approccio sessuale rifiutato dalla ragazza, in seguito alla visione da parte di Sempio di un video intimo della vittima con il suo fidanzato. I pm basano l’accusa in particolare sui soliloqui dell’indagato in macchina, secondo gli inquirenti quelle fatte da Sempio sarebbero vere e proprie confessioni. Lui e i suoi legali ribattono che invece erano semplici commenti ad alta voce ai podcast che ascoltava in macchina. Ma poi di prove concrete contro Sempio, a parte queste, c’è molto poco. Solo del Dna appartenente al suo ceppo familiare trovato sotto le unghie di Chiara (ma non era l’unico) e la ormai tristemente celebre “impronta 33” sul muro vicino alle scale che portano al seminterrato che sarebbe sua. Non molto per condannare qualcuno, “oltre ogni ragionevole dubbio”.
Questa la possibile ricostruzione dei movimenti del killer in quella tragica mattina del 13 agosto 2007. Stando a quanto sostenuto sulle precedenti telefonate fatte a Chiara, con lei che gli avrebbe detto “non voglio parlare con te”, Sempio non avrebbe potuto suonarle alla porta così liberamente. Plausibile pensare che allora si fosse appostato in giardino (per ore?), in attesa di una mossa di Chiara. Solo dopo l’apertura della porta sarebbe poi potuto entrare per questo presunto chiarimento. Per gli inquirenti sarebbe iniziata così la lunga collutazione, prima nella zona divano, poi verso il telefono e infine sulle scale che portano al seminterrato. Dopo tutto questo, Sempio si sarebbe recato prima in bagno per specchiarsi e poi in cucina per lavarsi un po’, lasciando solo una goccia di sangue nel mobiletto sotto il lavabo.
A quel punto, verosimilmente sporco di sangue, sarebbe uscito forse dal retro e attraverso i campi sarebbe arrivato a casa della nonna, che dista circa 500 metri. Possibile che nessuno si sia accorto di niente? Che la nonna non abbia notato stranezze? Il presunto piano del killer sembra piuttosto sgangherato e la ricostruzione fatta dai pm non chiarisce molti punti. Ma per l’accusa non ci sono dubbi, è stato Sempio. Negli atti gli inquirenti fanno riferimento al passaggio di Sempio e del padre nel pomeriggio davanti alla villetta e considerano quella mossa “non casuale”. “Non si capisce per quale motivo – sostengono i pm – Sempio si sia trovato in auto col padre, dopo le ore 15 di quel giorno, passando da casa della nonna del ragazzo a quella familiare- Per i pm, infatti, “non sarebbe dovuto transitare all’altezza di via Pascoli”, dato che non era lungo il percorso, anzi si trovava “esattamente nella direzione opposta”. Dubbi, interrogativi, supposizioni. Ma la “pistola fumante” non c’è.
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