Gasperini: "Il piano era di vincere lo Scudetto con la Roma in tre anni, forse ci riusciamo prima. Juve? No comment, ma ho capito che all'Atalanta era finita e forse un domani torno"

08 Ottobre 2026 - 12:35
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Il tecnico giallorosso si confessa tra passato, presente e futuro

Il ritorno del campionato è previsto tra tre giorni e sarà supersfida contro il Como di Cesc Fabregas per mantenere un passo da altissima classifica e non perdere di vista l'Inter campione in carica. Ma per l'allenatore della Roma Gian Piero Gasperini c'è stato tempo durante la sosta anche di occuparsi di altro. Come la nuova avventura nel campo del vino avviata col figlio Davide e la nascita di un'etichetta “Freisa 343” che sarà messa in vendita per beneficienza.

IL 3-4-3 OLANDESE

Impossibile però non parlare di calcio, nell'intervista concessa a Il Corriere della Sera – Edizione di Bergamo, e ripartire proprio dal suo marchio di fabbrica, quel 3-4-3 che lo ha reso un'icona all'Atalanta e materia di studio in giro per l'Europa. “ll 3-4-3 è sempre stato il modulo di riferimento, sebbene lo abbia declinato in modalità differenti, nell’arco della carriera. In Italia non ha mai avuto fortuna. L’ho importato dall’estero, dall’Olanda, in particolare. E non c’è dubbio che, fin qui, il punto più alto l’abbia raggiunto con l’Atalanta”, dice Gasperini.

ALL'INTER IL MOMENTO PEGGIORE

La sua carriera ha vissuto anche momenti di difficoltà, cancellati però dalla straordinaria avventura alla guida dell'Atalanta: “Ho vacillato varie volte. L’esonero dall’Inter è stato forse il momento peggiore. Però ho saputo rialzarmi. E devo tanto all’Atalanta, che ha continuato a darmi fiducia, anche quando i risultati non arrivavano. A Bergamo mi hanno compreso proprio tutti, non solo e non tanto per l’Europa League vinta. Ma per la qualità del gioco e per la costanza dei piazzamenti in zona Champions conquistati in nove anni. Non è il singolo trofeo a decretare la bravura di un tecnico”, confessa a Il Corriere della Sera.

JUVE? NO COMMENT

A proposito del suo “no” alla Juventus (“No comment”) e dell'addio a Bergamo: “Amo l’idea di costruire qualcosa di grande, piano piano, partendo da un gradino magari inferiore. Posso riconoscere che ho lasciato l’Atalanta, nel momento in cui ho realizzato che non era umanamente possibile fare di più”.

SCUDETTO SUBITO

Sul sogno Scudetto con la Roma: “Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…”.

RITORNO IN FUTURO?

Dalle pagine de Il Corriere della Sera – Edizione di Bergamo, c'è infine spazio per lasciarsi andare ad un pizzico di nostalgia per Gian Piero Gasperini:  “Bergamo è stata la tappa più lunga e intensa della mia esistenza da girovago del pallone. Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo. Un ritorno in futuro? E chi può escluderlo? Una cosa è certa. La mia casa a Bergamo non l’ho venduta”.

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