Genova aderisce a “Progettare Cultura per il Territorio 2027”: la rigenerazione urbana al centro del progetto

Genova. Formare giovani e donne nella progettazione culturale mettendo le competenze acquisite al servizio della rigenerazione urbana e della valorizzazione dei quartieri. È questo l’obiettivo dell’adesione del Comune di Genova, in qualità di partner istituzionale, alla quinta edizione del progetto “Progettare Cultura per il Territorio 2027“, approvata dalla giunta comunale.
L’iniziativa, promossa dall’impresa sociale e think tank Dialoghi d’Arte S.r.l. con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, punta a creare percorsi di formazione professionalizzante che affiancano lezioni teoriche, attività di mentorship e sviluppo di progetti concreti legati alle esigenze del territorio.
“La cultura è un motore della rigenerazione sociale e urbana – commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari – Con questa adesione vogliamo dare ai giovani e alle donne strumenti concreti per diventare protagonisti del cambiamento, trasformando idee e competenze in progetti sostenibili capaci di valorizzare i quartieri e gli spazi pubblici”.
I partecipanti al percorso lavoreranno infatti su casi reali, sviluppando proposte in stretto contatto con gli uffici comunali. Sarà l’amministrazione a individuare le aree della città che necessitano di interventi prioritari, accompagnando poi i corsisti nella fase di co-progettazione.
Un progetto che rappresenta anche un’occasione per sperimentare concretamente il modello della “Città dei 15 minuti“, come ha sottolineato l’assessora all’urbanistica, Francesca Coppola: “La pianificazione urbanistica moderna non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi. L’obiettivo è inserire funzioni e servizi di prossimità che rispondano ai bisogni reali dei quartieri, utilizzando anche il contributo progettuale dei partecipanti come laboratorio di sperimentazione».
Tra gli obiettivi anche la valorizzazione del patrimonio pubblico: “Vogliamo che gli immobili comunali diventino luoghi di innovazione sociale – aggiunge l’assessore al patrimonio e decentramento Davide Patrone – Attraverso il coinvolgimento delle comunità locali e il decentramento, gli spazi oggi vuoti o sottoutilizzati potranno ospitare progetti culturali capaci di generare nuove opportunità e micro-economie locali».
Il progetto, attivo dal 2022, prevede che il Comune assuma un ruolo operativo nell’intero percorso: dall’individuazione dei quartieri sui quali concentrare le attività alla co-progettazione con i corsisti, fino all’integrazione delle proposte con le politiche già avviate dall’amministrazione, in particolare quelle dedicate alla “Città dei 15 minuti”, alla cura dei beni comuni e alla valorizzazione degli spazi pubblici.
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