Quel 27 giugno 1905 lo storico ammutinamento della corazzata Potemkin, ma in Italia l’ha affondata Fantozzi

Il 27 giugno del 1905 si realizzò uno dei più importanti casi di ammutinamento della storia. protagonista l’esercito russo e la corazzata Potemkin. Vent’anni dopo Sergej Ejzenstein firmò uno dei primi capolavori (ancora muti) della storia del cinema che avrebbero influenzato nel tempo altri grandi registi e che diventò, grazie a Fantozzi e a Paolo Villaggio, una sorta di parodia indimenticabile. Anche per certi versi giudicante e oscurante.
L’ammutinamento
La corazzata Potëmkin-Tavričeskij era una nave da battaglia della Marina russa nel Mar Nero, varata nel 1900 e parte della classe pluricalibro Potëmkin. Il 27 giugno 1905, durante una sosta al largo di Odessa, l’equipaggio si ammutinò contro gli ufficiali dopo aver ricevuto carne avariata piena di vermi. Guidati dal sottufficiale Afanasij Matjušenko, i marinai arrestarono o uccisero alcuni ufficiali e issarono la bandiera rossa, scatenando tumulti in città. La rivolta si inseriva in un contesto di forte malcontento sociale e politico, aggravato dalla sconfitta russa nella guerra con il Giappone e dalle tensioni rivoluzionarie del 1905.
Fu anche una sorta di anticipazione della crisi che avrebbe attraversato l’impero zarista, che dopo poco più di dieci anni sarebbe caduto sotto i colpi della rivoluzione socialista d’ottobre.
Il capolavoro di Sergej Ejzenstein
Vent’anni dopo, con Stalin al potere, il grande regista firmò il capolavoro cinematografico. Il film è celebre per il suo montaggio rivoluzionario, che alterna immagini di massa e dettagli drammatici per creare un discorso politico e artistico potente. La pellicola racconta l’ammutinamento della nave, mescolando fatti storici e rielaborazioni narrative, e si articola in cinque atti che seguono le vicende dell’equipaggio, dalla scoperta della carne avariata fino agli scontri a Odessa. Il suo stile rivoluzionario influenzerà grandi registi. Ma ancora oggi, in larghissima parte, da noi è famosa per la parodia fantozziana.
“Una cagata pazzesca!”
Sarà Paolo Villaggio in uno dei Fantozzi, straordinari affreschi metaforici, a rendere nota al pubblico l’opera cinematografica. Assunto da Guidobaldo Maria Riccardelli, sadico capo del personale e appassionato di cinema “pesante”, Fantozzi sarà costretto, insieme ai suoi colleghi, a lasciare Italia-Inghilterra in diretta televisiva per rivedere, ancora una volta, l’opera del regista. Esasperato e umiliato, privato del totem della Nazionale, chiamato a raccontare la sua esegesi, Fantozzi si riscatterà in un urlo liberatorio: “La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!”. Una battuta che è sopravvissuta al tempo, per l’enfasi metaforica della ribellione a un mondo conformista, ma che ha involontariamente oscurato la grandezza dell’opera. Ma anche la rivolta del ceto popolare e medio a un intellettualismo elitario di sinistra. E per questo Paolo Villaggio, comunista, fu messo in croce dalla nomenclatura radical-chic.
Da Ettore Scola a Brian De Palma
Il film è citato da Ettore Scola, in “C’eravamo tanto amati”. Ma ha ispirato tanti grandi registi, con un omaggio diretto di uno di quelli, Brian De Palma, che ha fatto del montaggio analogico il suo mantra. Ne, “Gli intoccabili”, Kevin Costner uccide un criminale riuscendo a salvare una mamma con la bambina e facendo cadere la carrozzella dalle scale. Il montaggio analogico influenzerà tutti i grandi registi della storia, da Hitchcok a Kubrick. La corazzata Potemkin rimane una pietra miliare del cinema. Ma il rischio è che rimanga anche, almeno per tanti di noi italiani, solo una delle più geniali battute fantozziane.
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