Gens Aurea raddoppia nel semestre: fatturato a 826,3 mln (+130%)

30 Settembre 2026 - 15:25
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Gens Aurea chiude il primo semestre 2026 con ricavi in crescita del 130% e una redditività in forte espansione. Il cda del gruppo, leader europeo nella compravendita di oro e preziosi e quotato su Euronext Milan dallo scorso luglio, ha approvato la semestrale al 30 giugno. Il fatturato è di 826,3 milioni di euro, contro i 359,9 milioni dello stesso periodo 2025. L’ebitda adjusted sale a 121,1 milioni (+153%), con una marginalità del 14,7 per cento. L’ebit è a 110,5 milioni (+159%) e l’utile netto a 80,3 milioni (+167 per cento).

Il margine lordo raddoppia a 156,5 milioni (+100%), ma la sua incidenza sui ricavi scende al 18,9% dal 21,8 per cento. È una scelta in linea con la strategia commerciale: grazie a una rete di oltre 500 punti vendita, il gruppo ha trasferito in parte ai clienti gli aumenti del prezzo dell’oro, offrendo prezzi d’acquisto più competitivi. La struttura dei costi ha assorbito la crescita dei volumi: i costi operativi, esclusi gli acquisti di merci, pesano il 4,9% dei ricavi contro l’8,2% del primo semestre 2025. Il personale costa 20,9 milioni (17,3 milioni un anno prima).

Il buy-sell, l’acquisto da clientela retail e la vendita ai raffinatori europei, genera 793,7 milioni, il 96,2% dei ricavi di vendita (era il 92,7% nel 2025), con un incremento del 138 per cento. Per aree geografiche, l’Italia pesa il 67,7% con 558,8 milioni (+145%), seguono Spagna a 162,5 milioni (+111%), Svizzera a 87,7 milioni (+87%), Austria a 8,4 milioni (+57%) e Portogallo a 7,4 milioni (+174 per cento).

La rete conta 560 punti vendita, 27 in più rispetto a fine 2025. Di questi, 483 sono diretti (272 in Italia, 162 in Spagna, 22 in Austria, 19 in Portogallo, 7 in Svizzera e uno a San Marino) e 77 in franchising, di cui 75 in Italia. Sul piano dell’espansione, il 22 settembre il gruppo ha annunciato l’ingresso nella Svizzera tedesca con cinque nuovi store tra Basilea, Lucerna, Zurigo e San Gallo, per un investimento di 1 milione. L’obiettivo è arrivare a venti negozi nell’area elvetica entro fine 2027, ponte verso la Germania, dove l’ingresso è previsto entro il 2028. Tra i mercati indicati come target figurano anche Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Romania.

E ancora, sul fronte finanziario, le disponibilità liquide salgono a 138,4 milioni dai 54,2 di fine 2025. La posizione finanziaria netta passa da un indebitamento di 19,4 milioni a una disponibilità netta di 32,8 milioni. Quella rettificata, al netto dei leasing, è di 61 milioni di liquidità netta contro i 2,6 milioni di dicembre, dopo aver distribuito 55 milioni di dividendi pre-Ipo. Il magazzino scende del 37% a 61,1 milioni, mentre la generazione di cassa adjusted è di 117 milioni, con una conversione dell’ebitda del 96 per cento. Gli investimenti sono pari a 4,5 milioni, di cui 3,7 in immobilizzazioni materiali (2 milioni un anno fa), per l’accelerazione delle aperture, il rifacimento dei negozi esistenti e i sistemi di sicurezza. Il patrimonio netto sale a 109,3 milioni (+30 per cento).

“Prevedevamo di raggiungere una posizione di cassa netta entro fine 2026, nonostante la nostra forte crescita e gli impatti della distribuzione dei dividendi: abbiamo già raggiunto questo traguardo nel primo semestre”, ha commentato nella nota dei conti il CEO Fabio Godano. “Ora – ha aggiunto – l’attenzione andrà alle modalità più efficaci per impiegare la liquidità generata dal modello ‘asset-light’ e ad alto Roce (Return on capital employed, cioè il rendimento del capitale investito, ndr)”.

Infine, confermata la guidance 2026: ricavi a circa 1,5 miliardi, ebitda adjusted oltre 200 milioni (margine intorno al 14%), utile netto adjusted oltre 130 milioni, capex a circa 9 milioni e payout di almeno il 60 per cento.

Quanto alla Borsa, l’offerta è stata interamente composta da azioni esistenti poste in vendita da Mattina Holding. Con l’esercizio parziale della greenshoe (276.818 azioni su un massimo di 1,01 milioni), l’offerta ha riguardato 10,38 milioni azioni e il flottante si attesta al 10,27 per cento. Il gruppo è controllato all’89% da investitori sostenuti dal fondo Dvc Partners e all’1% dal management.

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