Ghetto, operatrici del drop-in aggredite da un residente: “Ci vogliono cacciare ma questa volta denunciamo”

Genova. Una bottiglia di vetro lanciata dalla finestra da un residente contro due operatrici e una utente del centro diurno di bassa soglia di vico Della Croce Bianca, il cosiddetto drop-in nel Ghetto del centro storico. È questo l’episodio che ha fatto dire ‘basta’ ai responsabili di Afet Aquilone, l’associazione che da anni gestisce un servizio che, da altrettanto tempo, vede una difficile convivenza con alcuni abitanti del quartiere.
“Da oltre un anno il nostro personale è sottoposto a pressioni, intimidazioni, minacce e comportamenti ostili da parte di alcuni residenti – dice Miriam Cancellara, presidente di Afet Aquilone e attiva dagli anni Ottanta a Genova nel supporto a persone con problemi di tossicodipendenza – questo ennesimo episodio di intolleranza non ci ha lasciato altra scelta che sporgere denuncia alle forze dell’ordine”.
Il fatto è avvenuto lo scorso giovedì. Le due operatrici del centro stavano cercando di aiutare una ragazza, utente dei servizi di Afet, in difficoltà. La giovane stava piangendo, accasciata nel vicolo, e le altre due donne cercavano di consolarla. Qualcuno, da un piano alto dell’edificio, ha lanciato una bottiglia di vetro che si è infranta a pochi centimetri dalle tre, con il rischio di ferirle.
“Non è la prima volta che si verificano episodi sgradevoli – continua Cancellara – abbiamo avuto scritte sui muri con cui siamo invitati ad andarcene, abbiamo avuto le saracinesche danneggiate, e questo nonostante nell’ultimo anno, per venire incontro ai residenti, abbiamo scelto di diminuire l’orario di apertura, eliminando la sperimentazione serale e nel weekend, o nonostante abbiamo scelto di cessare l’attività di consegna pacchi alimentare, perché sapevamo che il capannello che si creava nel vicolo dava fastidio. Non è bastato”.
“In questo periodo abbiamo sempre scelto la strada del dialogo e della mediazione, nella consapevolezza della complessità del contesto in cui operiamo e dell’importanza di costruire relazioni positive con il territorio – afferma – e anche di fronte a episodi che avrebbero potuto configurare ipotesi di reato, abbiamo preferito non ricorrere immediatamente agli strumenti giudiziari, nella convinzione che il confronto potesse ricomporre il conflitto. L’episodio di giovedì rappresenta però un punto di non ritorno. Non possiamo accettare che il nostro personale e gli utenti del servizio siano esposti a situazioni di pericolo a causa di comportamenti violenti e intimidatori. Chi vive un territorio ha certamente il diritto di esprimere preoccupazioni e criticità, ma anche il dovere di farlo nel rispetto delle persone, della legalità e del lavoro di chi ogni giorno opera per il bene della comunità”.
Per questo Afet Aquilone, che opera in vico Della Croce Bianca su disposizione del Comune di Genova, ha presentato formale denuncia alle autorità competenti, affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e siano tutelate le persone coinvolte.
“Comprendiamo che la presenza di situazioni di marginalità e dipendenza possa generare timori e un senso di insicurezza. Proprio per questo i servizi di riduzione del danno esistono – continua Cancellara – per prendersi cura delle persone più fragili e contribuire a costruire protezione sociale e sicurezza per l’intera comunità. Siamo altrettanto consapevoli che la grande maggioranza dei cittadini condivide i valori del rispetto, della convivenza e della solidarietà; proprio per questo certi comportamenti non possono né devono essere ritenuti normali”.
“Ci auguriamo che quanto accaduto rappresenti un’occasione per rafforzare l’alleanza tra l’amministrazione, le forze dell’ordine, gli enti gestori e il territorio, individuando soluzioni condivise che consentano di tutelare il personale, identificando i responsabili per garantire la continuità del servizio e preservare il valore di un presidio fondamentale per la città”, conclude.
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