Giorgetti lancia l’allarme energia: “Avevamo intuito il disastro, credo che la Ue sia aperta alla flessibilità”
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, in videocollegamento con Portofino talks, interviene sui temi caldi dell’attualità, dall’energia al bollo auto passando per l’inflazione e la manovra. Alla domanda se nell’ultima manovra della legislatura l’obiettivo sarà l’alleggerimento del carico sul ceto medio e condizioni di maggior favore per le imprese, il titolare del Tesoro risponde così: “Certo, questo è l’obiettivo su cui stiamo lavorando. Stiamo da quattro anni. Ovviamente vogliamo concludere nel migliore dei modi”. Sulla flessibilità sull’energia “noi abbiamo ottenuto questo miracolosamente perché ci siamo mossi come Italia e pochissimi altri Paesi – ha sottolineato Giorgetti – , intuendo il disastro che si stava profilando sotto questo aspetto. Abbiamo mandato la lettera per la deroga la patto, l’ammontare massimo è lo 0,6%, credo che la Commissione sarà aperta a concederci questo spazio”.
“L’abolizione del bollo auto ha fatto più clamore di 40-50 mld di taglio tasse”
“L’abolizione del bollo è un passo che proseguirà perché l’intenzione è renderlo strutturale. Ma vorrei osservare che abbiamo fatto moltissimo negli anni scorsi con il taglio fiscale e contributivo, per diverso miliardi. Questo forse non è stato percepito. Ha fatto più clamore l’eliminazione del bollo che costa due miliardi rispetto a 40-50 miliardi di riduzione di tasse e contributi. Questa non è un problema, ma andiamo avanti con la nostra linea”, ha detto il ministro . “L’obiettivo è chiudere la legislatura raggiungendo il maggior numero di risultati possibili rispetto al nostro programma. Tenendo conto che la situazione si è fatto più complicata per cose che non dipendono da noi”, ha concluso.
“L’inflazione deriva dallo shock dell’offerta e una politica restrittiva non risolve”
“Ho invitato” l’Ecofin “a riflettere sul “problema relativo ai tassi di interesse, l’onere del debito ha cominciato a salire in modo preoccupante. C’è stato l’intervento della Bce che ha aumentato i tassi di interesse. Io ho osservato che è un’inflazione che deriva da uno shock di offerta, non tanto da surriscaldamento dell’economia e della domanda che deve essere raffreddato. Certo questo può contribuire ma di per sè non risolve il problema”, ha detto Giorgetti che ha aggiunto “L’inflazione se le guerre continueranno in questo modo è destinata ad aumentare e questa è un grave problema per le imprese”, conclude.
“Shock della guerre peserà sulle bollette dell’industria, Ue prenda ne atto”
All’Ecofin “ho fatto un intervento abbastanza netto e diretto rispetto alla realtà che stiamo vivendo oggi nell’economia del Vecchio Continente e in Italia soprattutto per l’aspetto dello shock energetico che è derivato dalla crisi in Ucraina e in Medioriente. Shock che per le famiglie si è manifestato con l’aumento del costo dei carburanti e che a breve si riverbererà sulle bollette delle famiglie e delle imprese. L’Italia è un Paese manifatturiero, Germania e Italia sono due Paesi che ancora oggi necessitano di tanta energia per soddisfare questo vocazione economica e questo è un grave problema che comincia ad affliggere la nostra industria”, ha affermato Giorgetti. “Ho richiamato tutti su questo problema che comincia ad affliggere la nostra industria. Ed è anche un problema di competizione perché il costo dell’energia è un po’ diverso da un Paese all’altro”, ha sottolineato il ministro
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