Gli anarchici rivendicano il sabotaggio al Brennero ed evocano l’ombra di Cospito: «41 bis carcere di guerra»

13 Giugno 2026 - 15:49
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Gli anarchici rivendicano il sabotaggio al Brennero ed evocano l’ombra di Cospito: «41 bis carcere di guerra»

Una manifestazione per Cospito

È attesa per i prossimi giorni la decisione del Tribunale di Sorveglianza sul ricorso dei legali di Alfredo Cospito contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per due anni il 41 bis. Il Tribunale si è riservato al termine dell’udienza che si è tenuta venerdì, mentre all’esterno di svolgeva un sit-in di solidarietà nei confronti dell’anarchico detenuto a Sassari e sui siti d’area aveva preso a circolare la rivendicazione del sabotaggio della ferrovia del Brennero avvenuto il 30 maggio.

Il rinnovo del 41 bis per Alfredo Cospito

La decisione del ministero di prorogare il 41 bis è stata assunta sulla base dei pareri favorevoli della Direzione nazionale antimafia, della Direzione distrettuale antimafia di Torino e della Direzione centrale della polizia di prevenzione del Viminale, che hanno valutato il rischio che un alleggerimento del regime carcerario possa consentire contatti con ambienti potenzialmente eversivi o che rappresentano una minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale, come sono considerati quelli dell’area anarchica che fa riferimento a Cospito.

Il riferimento all’esplosione al Parco degli Acquedotti

Secondo quanto emerso, nel provvedimento vi sarebbe anche un riferimento all’esplosione avvenuta al Parco degli Acquedotti a Roma, in cui gli anarchici Sandro Mercogliano e Sara Ardizzone hanno perso la vita mentre cercavano di confezionare un ordigno artigianale. Una conferma, per gli investigatori, dell’esistenza e della pericolosità di ambienti anarchici radicalizzati.

La rivendicazione anarchica del sabotaggio alla ferrovia del Brennero

Un esplicito richiamo a «Sandro e Sara» e a uno al «41bis, carcere di guerra» sono presenti nel comunicato di rivendicazione del sabotaggio della linea ferroviaria sulla tratta Verona-Brennero, avvenuto il 30 maggio, in concomitanza con il blocco del valico organizzato dagli ambientalisti sul versante austriaco. Una manifestazione che non aveva nulla a che fare con gli anarchici e che si è svolta in modo pacifico, ma che i sabotatori hanno voluto evidentemente utilizzare come occasione per massimizzare il proprio attacco.

Il riferimento al 41 bis

Nel comunicato, che sta circolando sui siti d’area anarchica da mercoledì, a due giorni dall’udienza su Cospito, si legge che «nella notte tra il 29 e il 30 maggio abbiamo deciso, in continuità con lo sciopero generale contro la guerra, di sabotare la linea ferroviaria sulla tratta Verona-Brennero». «Abbiamo deciso di agire lì – viene spiegato ancora – poiché quello del Brennero è un passaggio strategico e fondamentale per l’esportazione e l’importazione di merci, materie prime, armamenti. Lo abbiamo fatto incendiando due centraline elettriche. Gli scioperi contro la guerra e il genocidio sono stati caratterizzati dallo slogan “blocchiamo tutto”. Questo è un contributo».

La «lotta» in nome di Mercogliano e Ardizzone

«Per tale motivo – prosegue il comunicato questa è un’azione contro la guerra e la normalità che prende piede. Contro la guerra degli stati. Contro gli accordi tra RFI e Leonardo, industria degli armamenti. Sempre al fianco della resistenza palestinese e dei sui prigionieri, rinchiusi anche in Italia su mandato di Israele. Contro ogni collaborazione con lo stato sionista». «Chiudere il 41bis, carcere di guerra», si legge infine nel testo che si chiude con un inno a Mercogliano e Ardizzone: «Sara e Sandro vivono nella lotta, nell’azione, nel fuoco della libertà».

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