Grazie ai cani tra i banchi, empatia e rispetto non sono concetti astratti

22 Maggio 2026 - 15:59
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Grazie ai cani tra i banchi, empatia e rispetto non sono concetti astratti

Si può scrivere un biglietto, fare un disegno, realizzare un piccolo gioco e dedicarlo a un amico a quattro zampe? Sì se si partecipa al progetto Hub Cave Canem: spazio di prossimità dove giovani e cani crescono insieme, promosso dalla Fondazione Cave Canem. L’iniziativa ha coinvolto 60 bambine e bambini della terza elementare dell’Istituto Comprensivo “Ennio Morricone” del quartiere San Basilio di Roma.

Due fragilità che si incontrano

Il percorso è nato tra i banchi di scuola alcuni mesi fa e prendendo forma ha messo in relazione due fragilità che si incontrano e si trasformano: quella dei bambini, cresciuti anche in contesti segnati da povertà educativa, rischio di isolamento sociale e limitate opportunità, e quella dei cani salvati dal circuito dei combattimenti clandestini.

Letterine e pensierini dedicati ai cani

Nei mesi e nelle settimane precedenti i bambini hanno conosciuto alcuni di questi animali tra i banchi della propria scuola, ne hanno ascoltato le storie, si sono messi nei loro panni.
Hanno scritto messaggi di incoraggiamento e rispetto, immaginando per loro un futuro diverso, e realizzato piccoli doni – come collanine – trasformando la creatività in un gesto concreto di cura.

I cani salvati dal circuito criminali

Poche settimane fa i bambini hanno incontrato Batman, Robin, Alba e Mulan (questi i nuovi nomi degli animali salvati dai combattimenti) e che ora per i bambini sono diventati amici da rivedere e con cui giocare, relazionarsi, condividere tempo e attenzione. Un momento semplice, ma capace di lasciare un segno profondo.

I disegni e l’incontro con i cani in canile

Il progetto si inserisce nel modello degli Hub Cave Canem, spazi di prossimità dove giovani e animali crescono insieme e dove la relazione diventa leva educativa e sociale. In questi contesti, la tutela degli animali si intreccia con la prevenzione della devianza: i combattimenti clandestini tra animali, infatti, sono spesso connessi a contesti criminali e a dinamiche di avvicinamento precoce alla violenza.

Intervenire sui più giovani significa offrire alternative concrete e costruire nuovi immaginari. «Quello che accade in questi percorsi è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno oggi», spiega Federica Faiella, presidente della Fondazione Cave Canem. «Qui si sta costruendo un antidoto reale alla devianza giovanile, al bullismo, all’isolamento sociale».

Bambini ambasciatori di cambiamento

«Stiamo tracciando una strada che chiama all’azione giovani ambasciatori del cambiamento: bambini capaci di riconoscere e rifiutare ogni forma di sopruso e violenza, predisposti alla cura dell’altro, un coetaneo o un animale, diventando capaci di mettersi nei panni degli altri».

Un disegno realizzato da un bambino in canile

Questi laboratori tra giovanissimi e cani sono in crescita. Come conferma la presidente Faiella: «Dalla fine del 2025 a oggi, tra Roma e Napoli, abbiamo coinvolto 60 bambini della scuola primaria, 55 della scuola secondaria di primo grado, 232 degli istituti superiori. Nelle prossime settimane raggiungeremo altri 149 studenti della scuola secondaria di primo grado, con l’obiettivo di ampliare sempre più questa comunità di giovani consapevoli. È un percorso che va avanti con forza, perché risponde a un bisogno profondo dei territori e delle nuove generazioni».

Il progetto cresce

Le prime esperienze sono state realizzate, oltre che a Roma e Napoli anche a Torino, Spoleto e Foggia. Il progetto ha una vocazione nazionale, la fondazione ha l’obiettivo di portare questo modello educativo in contesti diversi, mantenendo al centro la relazione come strumento di cambiamento.

L’iniziativa contribuisce anche al più ampio processo di rigenerazione urbana del quartiere San Basilio di Roma e dei Quartieri Spagnoli a Napoli, rafforzando il senso di comunità e offrendo ai più giovani occasioni concrete di crescita, anche al di fuori del proprio contesto quotidiano.

In apertura un momento di gioco in canile – Tutte le immagini sono da ufficio stampa

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