Guerre pentastellari, tra Grillo e Dibba prove tecniche di rivincita su Conte: cosa bolle in pentola tra telefonate e summit

Altri guai in vista per Conte: a margine del M5S gli scontenti e arrabbiati serrano i ranghi. A partire dalle prove di intesa tra Grillo e Di Battista per un Movimento alternativo a Giuseppi che l’ha trasformato in un suo partito, estromettendo padre nobile e soci fondatori a furia di click, colpi di mano e fronde e coalizioni che hanno ridisegnato architrave e asse della galassia a 5 stelle, ora con ambizioni da campo largo.
Grillo e Di Battista suonano l’adunata della rivincita
Secondo le indiscrezioni che anticipa Il Tempo oggi in edicola Beppe Grillo sarebbe pronto a raccogliere martedì a Roma cinquanta ex parlamentari delusi e emarginati. Non solo: tra l’ex comico e l’auto-esiliato Di Battista ci sarebbe già stata una telefonata per coalizzare ortodossi, filorussi e proPal. E con Virginia Raggi che prende tempo, divisa tra la fedeltà all’avvocato e la base dei ribelli.
Chiamati a raccolta 50 ex onorevoli grillini
Dunque, mentre Giuseppe Conte tenta di accreditarsi come leader del fronte progressista al vertice discusso del campo largo, sotto le ceneri del Movimento 5 Stelle cova la brace della resa dei conti intestina, definitiva. Le guerre pentastellari sarebbero ai blocchi di partenza, pronte a riesplodere. E le grandi manovre per destituire l’avvocato di Volturara Appula già ufficiosamente scattate. Le indiscrezioni rilanciate da Il Tempo svelano infatti le prove tecniche di un clamoroso ritorno alle origini, orchestrato sull’asse Roma-Genova.
Il retroscena su una possibile riunione con Grillo e Di Battista
A detta del quotidiano capitolino, infatti, il primo segnale di una possibile – e blindatissima – reunion operativa sarebbe in calendario per martedì prossimo nella capitale. stando alle indiscrezioni pubblicate, Beppe Grillo, arroccato nel suo storico quartier generale dell’Hotel Forum, avrebbe chiamato a raccolta circa cinquanta ex parlamentari della prima ora, commilitoni di un esercito di scontenti sempre più in prima linea. Un agguerrito schieramento di epurati, emarginati dalla gestione verticistica di Conte, in cerca di rivincita. ma la vera miccia esplosiva sarebbe quella innescata da una telefonata tra il detentore del copyright del Vaffa e il “Che de’ noantri”, Alessandro di Battista.
Prove tecniche di strategia del “Vaffa” di ritorno
Allora, ragionando su un possibile scenario in via di definizione, se l’alleanza tra Grillo e “Dibba” dovesse concretizzarsi, per Conte si profilerebbe all’orizzonte uno degli scenari peggiori. Di Battista, oggi idolo di una sinistra radicale e non convenzionale, diventerebbe il magnete perfetto per catalizzare l’elettorato più estremo: galassie antagoniste, movimenti studenteschi, frange filorusse, esodati anti-putiniani e attivismo pro-Pal. Un potenziale nuovo soggetto politico anti-Conte che, ipotizza sempre Il Tempo, potrebbe persino contare su sponde istituzionali come quella della deputata Stefania Ascari, o della relatrice Onu, Francesca Albanese.
Caos galattico
E come se non bastasse, a rendere l’aria ancora più tossica per l’attuale presidente del M5S c’è il nodo legale sul simbolo e sul logo pentastellato, atteso al pettine dei giudici nei primi quindici giorni di luglio, con il rischio concreto di un’inibizione d’uso. E alla fine della fiera, in questo caos galattico, c’è chi tenta di tenere saggiamente i piedi in due scarpe. È il caso di Virginia Raggi: l’ex sindaca di Roma ha smentito ufficialmente la sua partecipazione alla fronda grillina, aggrappandosi a impegni culturali pregressi. Peccato che sullo sfondo, l’asse con i ribelli via streaming resti comunque caldissimo…
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