Helios, lo stellarator che promette 400 MW continui dalla rete
A partire dalla fine dello scorso anno, negli Stati Uniti ha preso forma un nuovo approccio alla fusione nucleare che punta maggiormente più sulla concretezza industriale. La protagonista è la startup del New Jersey, Thea Energy, che ha presentato Helios, un impianto a fusione basato su uno stellarator pensato per essere realizzabile con le tecnologie di produzione, costruzione e manutenzione già disponibili oggi. Con questo modello si vorrebbe riuscire a ottenere livelli di affidabilità comparabili a quelli delle centrali a fissione, senza attendere scoperte scientifiche ancora lontane.
Ricordiamo che gli stellarator sono macchine che utilizzano potenti campi magnetici per tenere confinato il plasma, il gas portato a temperature estreme nel quale avviene la fusione. Il loro vantaggio è poter funzionare continuamente, ma tradizionalmente richiedono magneti tridimensionali dalle forme estremamente complicate. Thea Energy vuole semplificare proprio questa parte con Helios, un progetto di centrale da circa 400 MW elettrici. La società statunitense ne ha recentemente descritto l'architettura attraverso 16 studi sottoposti a revisione scientifica.
Scopriamo così che il punto interessante sono i magneti, perché al posto delle complesse bobine tridimensionali tipiche degli stellarator, Helios utilizza bobine planari, quindi geometricamente molto più semplici, affiancate da sistemi di controllo software. In pratica, parte della complessità viene spostata dalla costruzione fisica alla gestione del campo magnetico.
CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)