Hormuz riapre, l’economia respira. Ma la sinistra dice no anche stavolta: non è “volenterosa”

16 Giugno 2026 - 17:06
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Hormuz riapre, l’economia respira. Ma la sinistra dice no anche stavolta: non è “volenterosa”

Tregua sinistra

Effetto tregua America-Iran, il momento è cruciale, ne va della nostra stabilità economica. Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda la riapertura dello  Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota rilevantissima del petrolio e del gas esportati dal Golfo Persico. Secondo la bozza dell’intesa, l’Iran si impegna a riaprire immediatamente il traffico commerciale nello stretto; mentre gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco navale imposto ai porti iraniani. Con questa misura si punta a riportare gradualmente i flussi commerciali ai livelli precedenti alla guerra e a ridurre la pressione sui mercati energetici europei e internazionali. Il centrodestra e il format europeo dei “volenterosi” – Meloni, Merz, Macron, Starmer è pronto a fare la sua parte, dando il suo contributo alla fase negoziale. Il centrosinistra che si riempie la bocca d’Europa sarà altrettanto volenteroso?

La sinistra “piange” per l’intesa che gioverà alla stabilità economica

Al momento non c’è un barlume di buona volontà. “L’accordo con l’Iran è un disastro” è il coro che parte dal centrosinistra quasi con un moto di sollievo. Ogni cosa che tocca Trump diventa in automatico un disastro, un effetto re Mida al contrario: tutto diventa pericoloso e destabilizzante. Financo far tacere le armi, financo riaprire lo Stretto di Hormuz. Purtroppo – è l’animus del mondo progressista- questa tregua l’ha raggiunto quel cattivo di Trump, generatore di disastri, pericoloso per l’umanità.  Ora, in un momento cruciale per le tasche degli italiani, da parte dei Bonelli &Co non dovremmo sentire discettare su chi ha vinto o chi ha perso nella trattativa Iran-Usa: un accordo di pace è comunque la fine di un dramma internazionale e nazionale. Per cui la prima domanda da parte di chi maledice tutti i giorni contro il governo e il caro energia dovrebbe comportarsi da “patriota” ed essere sollevato per la fine di una guerra disastrosa. A sinistra dovrebbero chiedersi:  da quando costerà meno la benzina? Quanto impatterà la tregua sulle bollette degli italiani? Gli italiani di questo parlano, sempre che qualcuno a sinistra li ascoltino.

Il governo farà la sua parte, ma la sinistra non era europeista?

Così, mentre il governo è  pronto a cogliere la “necessità”  di questa tregua negoziata dal presidente Usa e a parlamentarizzare la discussione, a sinistra si gingillano. Al G7 di Evian e ancor prima durante il bilaterale con la premier giapponese, Tanae Takaichi, la premier ha sottolineato come il memorandum d’intesa tra Washington e Teheran sia “un’occasione di pace che va colta”. Confermando che l’Italia, “come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Giorgia Meloni ad Evian-les-Bains per il G7 ha confermato che “l’Italia è pronta a fare la sua parte, insieme agli alleati, per garantire la riapertura dello stretto di Hormuz. Prima di dare il via libera ai cacciamine – già nell’area – di avvicinarsi per partecipare alle operazioni di sminamento servirà però il “necessario” passaggio parlamentare”, ha ribadito la presidente del Consiglio. Dunque, la centralità del Parlamento.

La tregua impatterà su bollette e carburanti ma la sinistra non è “patriota”

Per Meloni come per i leader di Regno Unito (Keir Starmer), Francia (Emmanuel Macron) e Germania (Friedrich Merz), il memorandum è “un momento cruciale per ristabilire la stabilità regionale e contribuire alla stabilizzazione dell’economia globale”. L’Europa volenterosa c’è. La sinistra “volenterosa” non è. Una cosa è certa: quello che deriverà dall’accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran difficilmente sarà peggiore di quello accaduto fin’ora. Le opposizioni che attaccano a testa bassa il governo sul caro-bollette, che plaudono ai “volenterosi” a intermittenza, dove sono in un momento in cui c’è da trarre miglioramenti per gli italiani e per l’Europa? Sono in curva a gridare che il memorandum è sbagliato solo perché è stato negoziato da Trump e perché la premier è lì a collaborare per garantire che l’intesa proceda per il meglio.

Schlein, Bonelli e Orlando non capiscono il motivo dell’esultanza…

Quelli che non va mai bene niente. Prendiamo Angelo Bonelli, co-leader di Avs: “A Giorgia Meloni vorrei ricordare che bisogna impegnarsi per dire “no” non solo all’atomica per l’Iran, ma anche per Israele, e fermare il riarmo nucleare”. E’ la volta del Pd con l’europarlamentare, Matteo Ricci: “Non capisco il motivo di questa esultanza. Non è stata una vittoria, ma una sconfitta per tutti, che hanno pagato i morti in Iran e in Libano. E tutti gli europei che hanno visto aumentare sempre più i costi dell’energia”. Contraddizioni a non finire. “Non sono patrioti, non sono volenterosi, non sono maturi. Si apre ora un momento cruciale ma il centrosinistra è assente ingiustificato.

Che faranno in Parlamento? Patrioti a parole

Ancora: un Andrea Orlando lunare commenta: “L’Iran aveva già escluso, almeno a parole, di voler ricorrere alla bomba atomica”. Insomma, dovevamo fidarci del regime degli ayatollah che lapida le donne e impicca gli omosessuali. Ultima, ma non ultima, Elly Schlein: “Speriamo tutti che questo accordo sia firmato e sia firmato al più presto, perché questa guerra illegale, voluta da Trump e Netanyahu, non avrebbe mai dovuto nemmeno cominciare. Ciò che sta facendo l’amministrazione Trump sul piano internazionale è cercare di sostituire il diritto internazionale con la legge del più forte e del più ricco”. Sipario. Alla prova del dibattito parlamentare ne vedremo delle belle.

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