I 90 anni di Lino Banfi, il segreto di nonno Libero? Burrata e orgoglio di destra. E nel cassetto il sogno di interpretare un “cattivo”

Lino Banfi, 90 anni e non sentirli. Sicuramente: e non dimostrarli. Spirito irriverente insopprimibile e verve comica intramontabile, nato ad Andria il 9 luglio 1936 (ma registrato l’11), l’attore taglia il traguardo della venerabile età senza paura, e in uno stato di grazia invidiabile. Amato da generazioni di italiani, e corteggiatissimo dallo spettacolo, il mitico Oronzo Canà maturato nelle vesti di nonno Libero, spegne le sue candeline senza rimpianti e, semmai, con ancora qualche sogno nel cassetto.
Lino Banfi compie 90 anni: una vita di successi celebrata in un memoir (e non solo)
«Sono pieno di offerte, manco a cinquant’anni!», confessa divertito all’Adnkronos. La Rai lo omaggerà l’8 luglio con la messa in onda in prima serata del docu-film Lino d’Italia-Storia di un itAlieno, mentre lui si gode l’uscita del memoir 90, non mi fai paura! (HarperCollins), il Premio Biagio Agnes alla Carriera, e rivela il suo segreto di longevità: «La burrata di Andria, la metto dappertutto».
Sono pieno di offerte, ma sogno un ruolo da “cattivo”
Da Oronzo Canà al Commissario Lo Gatto, fino al celeberrimo Nonno Libero di Un medico in famiglia, Pasquale Zagaria – questo il suo vero nome – ha trasformato il dialetto pugliese in un patrimonio nazionale. Oggi, vedovo dell’amata moglie Lucia (scomparsa nel 2023 dopo 70 anni insieme: oltre 60 anni di matrimonio e 10 di fidanzamento. E su cui dice: «Vorrei rivivere questa coppia come amanti, nascondendoci in qualche casetta dove nessuno ci vede»), l’attore guarda al futuro con l’ironia di sempre. E un sogno nel cassetto: «Voglio fare un ruolo da cattivo, mi sono stancato dei buoni».
La maschera dell’italiano medio, il volto della coerenza (anche politica)
Ma dietro la maschera comica dell’italiano medio (e con velleità drammatiche) c’è un uomo di profonda coerenza e tradizioni radicate. Banfi non ha mai fatto mistero della sua vicinanza politica al centrodestra, come riferimento a un mondo di appartenenza culturale di visione della vita: storico elettore del Movimento Sociale Italiano e grande estimatore di Giorgio Almirante.
Non solo. Un’appartenenza vissuta con orgoglio ma senza mai farsi strumentalizzare. Nel 1987, l’amico Bettino Craxi gli offrì un seggio in Parlamento, ma lui declinò cortesemente per amore del suo pubblico. Più recentemente, nel 2019, accettò da Luigi Di Maio la nomina nella commissione italiana per l’Unesco, chiarendo però subito a scanso di equivoci: “Non sono grillino, io sto con il centrodestra”.
Coerente e appagato sul fronte professionale e ancor di più su quello familiare, tra un sogno da “cattivo” e un’agenda che non smette di riempirsi, Banfi si prepara dunque a un compleanno speciale. «Non mi sarei mai aspettato di raggiungerli così bene: in salute, felice e pieno di offerte. Mi hanno proposto un film e altri progetti che avevo lasciato in stand‑by», rivela.
Lino Banfi spegne 90 candeline e annuncia un doppio festeggiamento
E allora, i festeggiamenti saranno divisi in due momenti: «In famiglia li faccio due giorni prima, solo gli intimi, a Roma. Il compleanno vero lo festeggio a Termoli, che negli ultimi anni mi ha portato bene. E magari qualche personaggio del mio mondo arriverà a sorpresa». Nel frattempo, come anticipato, il regalo più inatteso è già arrivato.
Il regalo della Rai con un docu-film su di lui in prima serata
«La Rai mi ha fatto un dono che non mi aspettavo. Pensavo che il docu‑film andasse in onda chissà quando, magari in seconda serata, invece lo mandano in primissima serata. Avevano pensato all’11 luglio, ma temono che ci sia qualche partita improvvisa e non vogliono distrarre la gente che mi vuole bene». Quindi, alla fine della fiera e dei bilanci tipici di un compleanno, i nostri più sinceri auguri vanno a questo monumento dello spettacolo italiano che, tra una battuta folgorante e un piatto di orecchiette, ha saputo unire la nazione restando sempre fedele a se stesso.
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