La deroga elettorale che rimette Renzi al centro: "Ora Onorato e Magi dovranno pregarlo per far la lista insieme"

30 Giugno 2026 - 19:58
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Matteo Renzi si sta già sfregando le mani. Chi voleva metterlo nel sacco ed escluderlo dal campo largo rischia adesso di trovarsi nella spiacevole situazione di dover correre a chiedergli aiuto. E per uno scherzo del destino, a fornire all’ex premier l’arma per tornare in partita, non è stata Elly Schlein, ma FdI, il partito di Giorgia Meloni. L’assist è arrivato non del tutto inaspettato, con le sembianze di un coinciso emendamento alla legge elettorale che riguarda la raccolta firme. Il testo presentato da FdI (e già approvato) prevede che tutti i partiti con un gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre del 2025 siano derogati dalla raccolta firme per presentarsi alle prossime elezioni politiche. Il testo originario invece recitava: “Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all'inizio della legislatura in corso”. In pratica, la deroga avrebbe riguardato solo i grandi partiti. Così, invece, si salva anche una piccola sigla per schieramento: Noi Moderati a destra, Azione al centro e, appunto, Italia viva a sinistra.

L’emendamento, insieme alla preferenze, è stato tra le cose più contestate da Futuro Nazionale (che non usufruirà della deroga). Vannacci lo ha bollato come un provvedimento contra personam (se stesso) e come un favore di Meloni “al pariolino” Calenda. Ma a ben vedere, al centro, la norma ha un effetto molto più interessante. La nuova regola infatti salva Italia viva, ma non Più Europa di Riccardo Magi, che infatti sulla vicenda (come sul mancato lascia passare della maggioranza agli emendamenti per permettere la firma digitale per la raccolta firme) sta armando un’amplia battaglia politica. Il segretario di Più Europa questa mattina diceva: “È stato deciso in modo arbitrario di stabilire chi potrà partecipare alle elezioni senza raccogliere firme, i privilegiati, e chi dovrà presentare le liste raccogliendo le firme”. Spiega un ex parlamentare esperto della materia: “Alessandro Onorato e Magi adesso, se vorranno presentare la lista, dovranno andare in ginocchio da Renzi”.

E’ noto infatti che sia l’assessore romano, leader di Progetto civico, sia il segretario di Più Europa non fossero proprio entusiasti dell’idea di stringere un’alleanza elettorale con Renzi per correre in un’unica lista. O al più avrebbero voluto trattare con il leader di Italia viva da una posizione di forza. Della serie: se si corre insieme, non sarai solo tu a compilare le liste elettorali. Veti più silenziosi ma non meno significativi di quelli che Giuseppe Conte continua a mettere sull’ex premier ed ex segretario del Pd. Oggi pomeriggio infatti diceva: "Col taglia Vannacci, c'è anche il taglia Magi, un'ingiustizia enorme". Mentro ogni volta che un giornalista gli chiede della presenza o meno di Matteo Renzi nel campo largo ripete: “Non è ancora il momento di decidere il perimetro dell’alleanza”.

  Il leader di Iv l’aveva presa male, considerando questa di Onorato e Magi un’operazione orchestrata da sinistra “per organizzare da sinistra il centro, ma non è la sinistra sinistra che decide come deve essere composto il centro”. Adesso però la cosa diventa molto più complicata. E Renzi, infatti, gongola e torna all’attacco: “Se il centrosinistra è unito nel 2027 si vince, se si divide, beh allora vanno ricoverati”, diceva tutto ringalluzzito in un video postato questa mattina sui social.



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