I Cappuccini di Milano chiedono aiuto per realizzare un panificio a Fogo


Dal 2026 i Frati Minori Cappuccini della Lombardia, del Piemonte e della Liguria hanno intrapreso un nuovo cammino comune, dando vita all’unica Provincia di San Francesco, con Milano come sede di coordinamento, affidandone la direzione a fra Giovanni Cropelli, già missionario in Thailandia.
L’Ottobre Missionario invita ogni anno a riscoprire che la missione non è una scelta straordinaria, ma rappresenta prima di tutto un modo di vivere il quotidiano guardando il mondo con gli occhi di Gesù, figlio di Dio e Dio stesso, lasciandosi coinvolgere dalle necessità concrete di fratelli e sorelle.
Quest’anno, in vista della Giornata missionaria mondiale (domenica 18 ottobre), il Centro missionario di Milano propone un particolare progetto di solidarietà: la costruzione di un panificio sull’Isola di Fogo, nell’arcipelago di Capo Verde, dove i Cappuccini della “ex” Provincia Piemontese sono presenti dal 1947, svolgendo un’importante opera di promozione umana, assistenza sanitaria, educazione e sostegno alle comunità locali.
Oggi i religiosi sul territorio sono una quarantina, di cui tre italiani e gli altri capoverdiani. Sull’isola di Fogo sono in quattro e rappresentano un punto di riferimento per molte persone e famiglie. La loro attività non si limita alle pratiche religiose, ma si concretizza quotidianamente nel servizio e nella cura ai più fragili e nella promozione di attività che possano creare nuove opportunità per la comunità. Da qui l’idea di avviare un panificio, come già i Missionari di Milano hanno fatto prima in Etiopia e ora stanno progettando in Camerun.
L’isola di Fogo
È una delle isole dell’arcipelago di Capo Verde appartenenti al gruppo delle Sotavento, a circa 500 chilometri al largo della costa occidentale dell’Africa, all’altezza del Senegal. Fu scoperta nel 1460 e fu tra le prime isole dell’arcipelago a essere colonizzate. Nel corso della sua storia, il territorio è stato valorizzato soprattutto per la coltivazione del cotone, della vite e della roccella, un lichene utilizzato anticamente come colorante per i tessuti.
Fogo è un’isola dalla forte identità paesaggistica, caratterizzata dalla presenza del grande vulcano ancora attivo Pico do Fogo, che con i suoi 2.829 metri di altezza domina l’intero arcipelago (da qui Fogo, Fuoco). Nei secoli, le eruzioni hanno più volte stravolto il territorio e condizionato la vita degli abitanti, in particolare quella del 2015 quando la lava distrusse diverse abitazioni e costrinse la popolazione ad evacuare. Anche la cantina vinicola dell’isola venne in parte inghiottita dalla lava: rimase soltanto il portico, diventato nel tempo un simbolo della forza della natura e della capacità degli abitanti di Fogo di ricominciare sempre. È in questo contesto che è nata l’idea di realizzare un panificio vicino al convento dei Frati.
Il panificio
La struttura dovrebbe nascere vicino al convento dei Cappuccini di Fogo nella comunità di San Lorenzo. Nelle vicinanze esiste già un edificio predisposto per accogliere questa produzione. La creazione del panificio potrebbe diventare un’importante risorsa per l’intera isola, non soltanto dal punto di vista economico, ma soprattutto dal punto di vista sociale e umano. Il progetto vuole infatti rispondere a un bisogno più ampio della comunità, offrendo un prodotto essenziale in tavola come il pane e, allo stesso tempo, creando opportunità di guadagno e formazione per i giovani attualmente costretti ad abbandonare la loro terra.
Il panificio sarebbe così molto più di una semplice attività commerciale: un luogo di lavoro, formazione, incontro e speranza di futuro. Investire in questo progetto significa investire nelle persone, sostenere le famiglie, dare ai giovani la possibilità di sentirsi protagonisti della propria vita, in pratica dare una svolta allo sviluppo di una comunità. Ovvero attraverso la collaborazione tra i Frati Cappuccini, la comunità locale e le persone che vorranno sostenere il progetto, il panificio potrà diventare uno strumento di promozione umana e sociale.
Come contribuire
Ogni preghiera, ogni contributo può trasformarsi in un seme di speranza. E come il pane, quando viene spezzato e condiviso, diventa sufficiente per molti, anche la generosità di un singolo può moltiplicare il bene.
«Insieme, facciamo del pane un segno di speranza, del lavoro una strada di dignità e della solidarietà un gesto concreto di amore per il prossimo – dicono i Frati ricordando i tanti significati simbolici del pane -. Fare il pane è un gesto semplice, concreto e universalmente umano; il pane è nutrimento, ma di per se è anche condivisione, sussistenza, dignità. È qualcosa che nasce dalla terra, dalla fatica delle mani e dalla collaborazione di molte persone, per diventare alimento da mettere sulla tavola di tutti».
«In questo Ottobre Missionario siamo chiamati, dunque, a non limitarci a “dare qualcosa”, ma a costruire insieme una promessa vera di futuro per nostri fratelli e sorelle lontani, ma vicini in Cristo», conclude fra Giovanni.
Info: www.missioni.org
The post I Cappuccini di Milano chiedono aiuto per realizzare un panificio a Fogo appeared first on Chiesa di Milano.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)