I leader del G7 chiedono una risposta coordinata al focolaio di Ebola in Congo e Uganda
Dal nostro inviato a Evian – I leader del G7 chiedono una risposta “forte e coordinata” ai rischi per la sicurezza sanitaria posti dalla ricomparsa di un focolaio di Ebola Bundibugyo nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda. È quanto si legge nella dichiarazione congiunta rilasciata dai leader del G7 in occasione del vertice che si tiene a Evian, sostenuta anche dai Paesi partner Egitto, India, Kenya e Repubblica di Corea. I leader si dicono “profondamente rattristati per la perdita di vite umane” e per “il peso che la malattia sta imponendo alle comunità colpite”, esprimendo solidarietà ai Paesi interessati. Il documento sottolinea che l’attuale focolaio è concentrato in “un’area isolata e colpita dal conflitto” nell’est della Repubblica democratica del Congo, fattore che rende “difficili il contenimento, le cure mediche e la logistica della risposta”. Il G7 osserva inoltre che “i vaccini, la diagnostica e le terapie esistenti non sono pienamente efficaci” contro il raro ceppo virale in questione. I leader riconoscono “gli sforzi coraggiosi” degli operatori sanitari, dei volontari e delle comunità locali, oltre agli sforzi rafforzati dei governi nazionali. L’obiettivo prioritario, si legge nella dichiarazione, deve essere “prevenire un’ulteriore diffusione”, sia nell’area colpita sia “nei Paesi vicini e in altre parti del mondo”, attraverso tracciamento dei contatti, prevenzione e controllo delle infezioni, quarantena, isolamento, test di laboratorio, preparazione transfrontaliera, sorveglianza alle frontiere e coinvolgimento delle comunità.
I leader del G7 si dicono “determinati a fornire e mobilitare sostegno per una risposta globale coordinata” al focolaio di Ebola Bundibugyo, facilitando “lo sviluppo e la distribuzione efficace di vaccini, diagnostica e trattamenti dedicati” nei prossimi mesi. I leader lodano i membri del G7, i partner e le istituzioni che hanno già fornito “sostegno finanziario e tecnico”, compreso l’invio di personale medico e competenze specialistiche. Il documento apprezza il “rapido dispiegamento” da parte degli Stati Uniti di oltre 370 milioni di dollari in risorse sanitarie e umanitarie per la regione, insieme all’impegno a destinare fino ad altri 500 milioni di dollari “agli sforzi specifici di risposta all’Ebola”, oltre a 650 milioni di dollari in aiuti umanitari per la regione dei Grandi Laghi. I leader richiamano anche il sostegno in corso dell’Unione europea, pari a 493 milioni di euro in aiuti di emergenza, vaccini, trattamenti e sicurezza sanitaria nella regione dei Grandi Laghi e in Uganda, inclusi 84 milioni di euro in aiuti umanitari immediati, sviluppo e finanziamenti alla ricerca. Il Piano continentale di preparazione e risposta sta mobilitando 518 milioni di dollari per sostenere i Paesi africani nel “prepararsi, individuare rapidamente e rispondere” al focolaio. Il G7 invita inoltre “altri Paesi e partner oltre il G7” a destinare risorse a questa “minaccia globale” e incoraggia il settore privato ad accelerare lo sviluppo di strumenti per “prevenzione, preparazione e risposta”.
I leader del G7 si impegnano inoltre a rafforzare il coordinamento tra le autorità nazionali sulle misure sanitarie connesse al focolaio di Ebola Bundibugyo, anche in vista dei viaggi internazionali per affari, turismo e per i Mondiali ospitati da Stati Uniti, Canada e Messico. Nel testo si sottolinea che “milioni di persone viaggeranno nel mondo” nelle prossime settimane e che occorre garantire che possano farlo “in sicurezza”. Pur nel rispetto delle prerogative nazionali, il G7 si impegna a “rafforzare il coordinamento” tra le autorità nazionali e a lavorare per una maggiore coerenza su procedure di viaggio, quarantena e isolamento “appropriate ed efficaci” per le persone che sono state nelle regioni colpite, in linea con “i più elevati standard internazionali di salute pubblica e sicurezza”. I leader osservano inoltre che misure sanitarie efficaci sono ostacolate dal conflitto nell’est della Repubblica democratica del Congo e chiedono a tutte le parti di “onorare i propri impegni” e di attuare pienamente gli Accordi di Washington per la pace e la prosperità e il Quadro di Doha. Il documento invita gli attori coinvolti nella risposta a “migliorare il coordinamento ed evitare duplicazioni”, allineandosi ai piani e ai bisogni individuati dalle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti convocheranno una riunione dei ministri degli Esteri del G20 per discutere ulteriori azioni collettive e ottenere “un più ampio sostegno finanziario” a una risposta globale “incisiva e coordinata” all’emergenza sanitaria.
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